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Il caregiver non deve essere necessariamente convivente

12 Marzo 2024 Welfare

Oggi abbiamo presentato un progetto di legge del Partito Democratico, sottoscritto anche da Lista Bonaccini, ER Coraggiosa e Italia Viva, per riconoscere ufficialmente l’impegno di chi contribuisce in modo significativo al benessere dei propri familiari o amici non autosufficienti anche se non è convivente con la persona assistita. Si tratta della proposta di modifica alla legge regionale n. 2/2014 sui caregiver, con prima firmataria Palma Costi (PD) e sottoscritta anche da me. Con questo progetto di legge, la Regione conferma il suo impegno nel sostenere le dinamiche familiari e nel riconoscere il ruolo cruciale dei caregiver nel sistema di assistenza sociale, promuovendo una società più inclusiva e solidale. Cito dalla relazione della collega Costi:

L’iniziativa legislativa specifica la legge regionale n. 2 /2014 che, per prima in Italia, ha riconosciuto la figura del caregiver e ne ha riconosciuto i diritti. Una legge che ha sancito il riconoscimento e il sostegno di chi, ogni giorno, si dedica alla cura dei propri cari non autosufficienti, con impegno volontario, gratuito e informale, in una regione che da sempre è all’avanguardia nelle politiche di supporto sociale. Il progetto di legge, infatti, mira a introdurre modifiche alla Legge Regionale n. 2 del 28 marzo 2014, precisando che la coabitazione tra il caregiver e la persona assistita non è un requisito indispensabile per la qualifica di caregiver familiare. Questa modifica legislativa si propone di adeguare la Legge 2 del 2014 a quanto già avviene nella realtà regionale da anni, per dare sempre maggior certezze nella individuazione di questa figura indispensabile nella quotidianità delle nostre famiglie.

La proposta di legge riflette la complessità delle famiglie nella nostra regione, indipendentemente dalla convivenza del caregiver con la persona assistita. Questo approccio consente di non lasciare dubbi interpretativi nel riconoscere l’impegno di chi contribuisce significativamente al benessere dei propri familiari o amici non autosufficienti, anche se non conviventi, facilitandone l’accesso a servizi e supporti dedicati evitando che interpretazioni restrittive escludano persone che oggi con dedizione e sacrificio svolgono questa attività e che hanno il diritto di entrare nella rete dei servizi e delle opportunità a essi dedicati”.

Il progetto di legge è strutturato in tre articoli: il primo introduce la modifica legislativa, il secondo assicura che l’iniziativa non comporti oneri aggiuntivi per il bilancio regionale, e il terzo stabilisce l’entrata in vigore della norma il giorno successivo alla sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale Telematico della Regione Emilia-Romagna (BURERT).

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