Ricordando Valeria Ruggiero: una vita per la scienza e per le persone

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Nei giorni scorsi l’Aula Magna del Dipartimento di Matematica e Informatica dell’Università di Ferrara è stata intitolata a Valeria Ruggiero, già ordinaria di Analisi Numerica e per molti anni figura di riferimento dell’Ateneo estense, dove ha ricoperto ruoli di grande responsabilità, tra cui quello di Prorettrice Vicaria e, negli ultimi mesi del mandato, di Rettrice facente funzione. La cerimonia si è svolta nel corso di una giornata interamente dedicata alla sua memoria, alla presenza di colleghe e colleghi, studenti, personale tecnico-amministrativo, collaboratori di lunga data e dei suoi familiari. Un momento intenso e partecipato, che ha restituito con chiarezza la traccia profonda lasciata da Valeria nella comunità accademica e scientifica.

Docente a Ferrara dal 2000, ha dato contributi significativi in campi cruciali dell’analisi numerica e del calcolo scientifico: ottimizzazione numerica, calcolo parallelo, problemi inversi, ricostruzione di immagini, data science e machine learning. Il suo impegno nel GNCS – Gruppo Nazionale per il Calcolo Scientifico – è stato determinante: membro del Consiglio Scientifico dal 2001 al 2004, ne è stata Direttrice dal 2013 al 2021, guidando il settore in anni di grande trasformazione. Molto attiva anche nella SIMAI, ha contribuito alla crescita di generazioni di ricercatrici e ricercatori, favorendo collaborazioni nazionali e internazionali. Il suo ruolo istituzionale è stato altrettanto rilevante: componente di nuclei di valutazione in diversi Atenei, esperta disciplinare per ANVUR, membro del CdA del GARR e parte del Comitato Scientifico del CINECA per il Supercalcolo. Una presenza autorevole, competente, sempre orientata al bene comune.

Dai testimoni intervenuti durante il convegno è emerso un ritratto unanime: Valeria Ruggiero è stata una studiosa di primissimo piano, capace di coniugare rigore matematico e umano, visione scientifica e grande disponibilità verso studenti e collaboratori, cercando sempre di costruire comunità. Ciò che mi ha colpito negli interventi è stata la consonanza nel riconoscere le sue straordinarie qualità scientifiche e personali. Così, nelle parole di Patrizio Bianchi, già Rettore a Ferrara e Ministro della Repubblica, Valeria è stata “una maestra di vita, il cui rigore e dirittura morale ci indicava quotidianamente la via del bene comune”; per l’attuale Rettrice Laura Ramaciotti, una guida “autorevole e al tempo stesso capace di ascolto, generosità e visione”, in cui convivevano “rigore e apertura, competenza e sensibilità”; per il Direttore del Dipartimento, Giacomo Dimarco, una figura “capace di unire competenza scientifica, attenzione alle persone e spirito di collaborazione”. E così gli altri testimoni che si sono succeduti: tutti hanno ricordato la sua grande competenza e la sua disponibilità verso le persone, sempre pronta ad aiutare senza mai cercare di apparire. Lei “ha sempre dato il massimo senza risparmiarsi”, come hanno ricordato i suoi familiari.

Io sono stato forse uno dei suoi primi studenti: nel 1985 Valeria lavorava come aiutante del professor Ilio Galligani all’Università di Bologna, dove mi sono laureato nel novembre di quello stesso anno. Di fatto fu lei a seguirmi nel percorso della tesi, svolta sul Cray X‑MP/12 appena arrivato al Cineca: un’esperienza pionieristica, che riuscii ad affrontare anche grazie al suo aiuto determinante. Ricordo che in quel periodo, peraltro, era in attesa della sua prima figlia, poi nata all’inizio dell’anno successivo. Di Valeria non posso dimenticare la straordinaria combinazione di capacità, umiltà, gentilezza e rigore. Una mente brillante al servizio della matematica applicata al calcolo numerico, ma sempre alla mano, sempre disponibile. Non ci siamo mai del tutto persi di vista, anche se le nostre strade si sono poi divise: io al Cineca e poi in politica, lei nel suo percorso universitario che l’ha portata infine a Ferrara, la città dove viveva e dove si era laureata.

Negli ultimi mesi non avevo saputo che fosse malata, e la notizia della sua – per me improvvisa – scomparsa mi ha colpito profondamente. Ci eravamo visti nel settembre 2022, a un convegno dedicato al professor Galligani, e non potevo immaginare che sarebbe stato il nostro ultimo incontro. Sentire, durante la giornata a lei dedicata, che tutti l’hanno ricordata per la persona straordinaria che era, mi ha fatto davvero piacere. Sono convinto che chi, come noi, l’ha conosciuta, non potrà mai dimenticarla.

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