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Inquinamento acustico sulla Variante di Valico: a che punto siamo?

25 Aprile 2023 Ambiente, Mobilità

È arrivata la risposta dell’assessorato alla mia interrogazione per conoscere la situazione degli interventi di mitigazione acustica da parte di Società Autostrade sul tratto della A1 Direttissima (Variante di Valico) nel territorio dei comuni di San Benedetto Val di Sambro e Castiglione dei Pepoli. Nel mio post di febbraio ho già evidenziato come i limiti di inquinamento acustico vengano superati in alcuni tratti e di conseguenza sia urgente che società Autostrade completi le opere di mitigazione del rumore. Di queste opere per mitigare il rumore la risposta ripercorre la storia: dagli studi acustici di progetto da parte di Società Autostrade, che avevano previsto una certa soglia di rumore; agli automobilisti che più numerosi del previsto hanno deciso di percorrere la Variante di Valico, determinando così un inquinamento acustico inatteso; alla realizzazione di una barriera acustica lunga circa 9 km sul Viadotto Lagaro; alla verifica post operam di 15 ricettori localizzati nei comuni di Castiglione dei Pepoli, Grizzana, Marzabotto, Monzuno e San Benedetto Val di Sambro.

Sono proprio questi ricettori – cioè gli edifici residenziali, sugli abitanti dei quali impatta il rumore – a soffrire i maggiori disagi. Per questo le mie domande sono state puntuali, nell’intento di evidenziare a una a una le problematiche relative all’inquinamento acustico. Vediamole, insieme alle risposte.

Posa di asfalto fonoassorbente: la risposta indica come ancora da realizzare gli interventi di posa di asfalto fonoassorbente nei viadotti Lagaro nord, Sparvo, Molino di Setta, Setta 1, mentre la buona notizia è che la posa è già avvenuta. Rimane la problematica legata al fatto che l’asfalto fonoassorbente con polverino di gomma indicato dalla società Enser Srl è stato sperimentato con buone performance solo per le strade e non per le autostrade, caratterizzate da volumi e velocità di traffico più elevati. Quindi l’efficacia sulla Variante di Valico è ancora in fase di sperimentazione.

Giunti rumorosi: sono stati sostituiti con altri giunti acusticamente più performanti nei viadotti Badia, Sparvo, Molino di Setta, Lagaro. I nuovi giunti sono a pettine e anch’essi sono in fase di sperimentazione. La risposta non lo dice, ma i ricettori in corrispondenza dei viadotti ci aiutano a comprendere che i giunti sono stati sostituiti solo laddove sia possibile monitorarne il rumore e che, a seconda della posizione nel tracciato, il giunto può avere un beneficio o meno, che in questo caso si attesta sulla poco significativa riduzione del rumore di circa 10 dBA. Nessuna risposta alla domanda su risultanze di durata e validità nel tempo dei giunti né sulle sostituzioni previste.

Ulteriore barriera acustica. Semplicemente, si dice che l’intervento non è sostenibile, senza precisare da che punto di vista. Supponiamo economico, come si evincerebbe da un calcolo contenuto nella relazione finale di Enser Srl: “il criterio di sostenibilità è relativo al rapporto tra il costo di potenziamento della barriera e il costo dell’intervento diretto al ricettore e si ritiene accettabile quando non sia superiore a 5. Nel caso specifico del viadotto Molino di Setta il rapporto è stato valutato pari a 21, quindi insostenibile”, recita la risposta. Una valutazione puramente economica che prescinde dal fatto che sostituire gli infissi può forse risolvere il problema di una palazzina di uffici, ma non di chi coltiva i campi, per fare solo un esempio. La risposta non chiarisce, inoltre, quanto occorra per completare la copertura lato est del viadotto Molino di Setta.

Interventi di mitigazione aggiuntivi. La risposta cita interventi diretti sui ricettori e il potenziamento della barriera a mitigazione del ricettore posto nei pressi della spalla nord del viadotto Lagaro. Non è evidente in base a quali criteri si stabilisca che nei pressi della spalla nord del viadotto Lagaro la barriera possa dare dei benefici mentre in corrispondenza degli altri ricettori no. Inoltre, non tutte le barriere realizzate sono a regola d’arte: sulla parte di barriera realizzata sul viadotto Molino di Setta manca il cordolo respingente della parte superiore. Un aspetto importante da considerare è che la barriera sul viadotto Molino di Setta è stata fatta solo in corrispondenza del ricettore mentre originariamente era prevista sull’intero viadotto. Il problema è che in quella parte della vallata il rumore si propaga da sud verso nord per l’effetto cassa di risonanza dovuto alla morfologia della vallata, nello specifico proviene da prima che inizi la barriera. Quindi l’intervento solo in prossimità del ricettore è particolarmente inefficace.

Monitoraggio del rumore. Quello dovuto ai giunti è diminuito di -10 dBA, come già detto, grazie alla sostituzione con giunti a pettine. Asfalto fonoassorbente: le misure alla ruota hanno evidenziato un beneficio medio pari a circa -2,8 dBA. Le misure condotte al ricettore hanno mostrato un beneficio pari a -2,0 dBA in facciata. I decibel in meno sembrano pochi, soprattutto se si considera che mancano totalmente i dati di monitoraggio del rumore, dati che dovrebbero essere accessibili ai cittadini e in base ai quali misurare il beneficio. Cosa me ne faccio di sapere che c’è una riduzione di -2,8 dBA o –2,0 dBA se non so qual è il valore reale?

Apprezzo gli sforzi dell’assessorato per fornire risposte a domande molto specifiche, ed è vero che abbiamo finalmente diversi dettagli in più. Ma comunque ancora non vengono fornite informazioni essenziali sul monitoraggio del rumore e alcune risposte a domande specifiche non sono esaustive e puntuali. La sensazione è che gli interventi di mitigazione finora adottati non siano sufficienti a garantire il rispetto dei limiti di inquinamento acustico e che si fatichi a procedere per fare tutto quanto sarebbe necessario per risolvere pienamente le problematiche. Certo, si tratta di interventi che comportano costi, ma è triste pensare che motivazioni economiche costringano cittadini a dover subire livelli di rumore troppo alti, magari dopo aver subito espropri e aver dovuto accogliere la sede autostradale vicino a casa propria, per non parlare di tutti i disagi nella fase di cantiere: almeno gli si dovrebbero garantire tutti gli interventi per minimizzare il rumore. “La Regione convoca tre/quattro volte l’anno il tavolo tecnico che verifica lo stato di avanzamento degli interventi”, conclude la nota. Francamente mi auguro una maggiore disponibilità da parte di Società Autostrade e che la Regione la solleciti con maggiore decisione a farsi carico dei problemi. Chiederò senz’altro le risultanze dell’ultimo incontro e terrò monitorata la situazione, come al solito.

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