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Un convegno per ricordare Ilio Galligani

13 Settembre 2022 Memoria, Scienza

Nei giorni scorsi una bella iniziativa all’Accademia delle Scienze di Bologna ha ricordato il professor Ilio Galligani, per lunghi anni titolare della cattedra di analisi numerica all’Università di Bologna.

Ringrazio molto chi ha organizzato l’incontro, perché ci ha consentito di ricordare il professore ed anche di conoscere – o rivedere – chi nel corso degli anni gli è stato collega o allievo. Quest’ultimo è anche il mio caso, perché il prof. Galligani è stato il mio relatore di tesi: l’ho evidenziato con un cerchio nella foto allegata, che è del giorno della mia laurea in Matematica nel 1985. 

I tratti che più ricordo di lui sono senz’altro la competenza appassionata nel campo della matematica computazionale e dell’analisi numerica, ma anche la ferma convinzione che la scienza debba servire alla risoluzione dei problemi. In questo senso era davvero un “cacciatore” di casi concreti su cui sperimentare tecniche di calcolo che consentissero di trovare nuove e migliori soluzioni. Questo suo messaggio è di fortissima attualità, in un’Italia in cui purtroppo capita di frequente di trovare (in vari campi) persone più interessate a fare carriera o a mantenere posizioni che a mettersi in gioco per trovare soluzioni; e in cui capita che ci siano da un lato problemi da risolvere e dall’altro persone capaci di risolverli, che però non si incontrano – e troppo poco viene fatto per favorirne l’incontro.

Ascoltando le testimonianze di chi ha conosciuto Ilio Galligani nel corso della sua carriera, sia precedente che successiva agli anni in cui l’ho conosciuto e frequentato io, è emerso chiaramente che questa sua attitudine alla soluzione dei problemi è stata una costante del suo impegno. Per me è stato un vero piacere rincontrare persone che avevo conosciuto in quel periodo e negli anni a seguire, grazie alla comune vicinanza al professore e al suo gruppo di collaboratori ed allievi. 

Il professor Galligani è mancato alla fine del 2020, periodo in cui la pandemia ha rallentato tante occasioni di incontro e di ricordo. E’ stato bello ricordarlo insieme, e rinnovare la gratitudine per quanto ci ha trasmesso come scienziato e come persona.

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