Contro la tratta e la prostituzione

29 novembre 2017 Diritti e doveri

La tratta di persone, in particolare di donne e bambini, a fini di sfruttamento sessuale o di altra natura, è una delle più vergognose violazioni dei diritti umani. Per combattere questo fenomeno la Svezia nel 1999 ha introdotto una legge che depenalizza l’adescamento e introduce la punibilità dei clienti. I risultati ottenuti sembrano incoraggianti: secondo un report pubblicato nel 2017 dal governo svedese, dall’entrata in vigore della legge il numero delle donne sfruttate sulla strada è dimezzato. Inoltre la legge ha creato un forte cambio di mentalità nella popolazione. Infatti, al momento della sua discussione era osteggiata dalla maggior parte dei cittadini, mentre oggi più del 70% degli svedesi la sostiene e le nuove generazioni crescono con la consapevolezza che il corpo della donna non si compra. In seguito, Norvegia, Finlandia e Islanda hanno introdotto normative analoghe, tant’è che oggi si parla del cosiddetto modello nordico, adottato di recente anche da Irlanda e Francia.

Proprio su questo argomento nei prossimi giorni, in occasione del decennale della scomparsa del fondatore don Oreste Benzi, l’associazione Papa Giovanni XXIII ha organizzato a Modena una iniziativa di sensibilizzazione. Apprezzo il loro impegno e condivido la loro battaglia.

Per dare un contributo anch’io su questi temi ho presentato una risoluzione, che è stata sottoscritta da numerosi colleghi consiglieri del PD: ritengo davvero importante promuovere interventi normativi volti a contrastare la tratta di esseri umani e lo sfruttamento della prostituzione. In Parlamento giace una proposta di legge, che introduce la punibilità di chi si avvale delle prestazioni sessuali di soggetti che esercitano la prostituzione, il cui iter, però, è fermo. Vanno inoltre sostenute e valorizzate iniziative di informazione e sensibilizzazione rispetto al fenomeno della tratta, della schiavitù legata allo sfruttamento sessuale e ad ogni altra forma di violazione dei diritti umani e della libertà personale delle donne e dei minori. La Regione Emilia-Romagna, ad esempio, coordina dal 1996 il progetto Oltre la Strada costituito da un sistema integrato di interventi rivolti alle vittime di tratta, sfruttamento e riduzione in schiavitù, al quale partecipano ONG, cooperative e associazionismo sociale, e numerose amministrazioni locali. L’obiettivo è costruire percorsi di uscita dallo sfruttamento, fornire assistenza sanitaria e mettere in campo azioni volte all’inserimento lavorativo.

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