Alluvioni lontane e contorsioni vicine

15 dicembre 2011 Mondo e noi, Politica nazionale

Alzi la mano chi si è preoccupato per ragioni umanitarie delle inondazioni in Thailandia di ottobre, o almeno chi se accorto di quel che è successo. Vedo poche mani alzate. Forse se ne accorgerà chi vuole comprare un hard disk: proprio oggi ne ho visto in offerta uno come quello che ho comprato io tre mesi fa, ma al doppio del prezzo che avevo pagato io. Già, perchè molte delle fabbriche che costruiscono gli hard disk e soprattutto molti dei fornitori di componentistica (e non solo per gli hard disk) si trovano proprio in Thailandia.E’ vero che gli italiani in questi mesi sono stati molto occupati a seguire (vorrei dire quasi alluvionati) l’agonia politica del governo Berlusconi e la successiva fulminea ascesa del governo Monti, e soprattutto hanno dovuto imparare ad interessarsi in tempo reale del famigerato spread fra titoli di stato tedeschi ed italiani.

Forse ora ci possiamo consolare di avere un governo decente. Un lontano parente che vive in Germania da una vita mi scrive che “almeno così non devo più spiegare perchè un tizio così stia ancora al suo posto”. Questo perchè più nessuno nel mondo capiva, da molti anni, come gli italiani potessero tollerare di essere governati da Berlusconi.

Ma dobbiamo fare attenzione a non montarci la testa: mettere Berlusconi da parte (speriamo, almeno) è un po’ come imparare a non farsela più addosso, il che come è noto non equivale alla maturità nè tantomeno a conseguire un premio Nobel…

Così adesso il governo Monti sta varando la sua prima manovra. Il sito del Corriere mi informa che la mia età pensionabile è stata appena incrementata di 4,5 anni, mentre nel frattempo le poche liberalizzazioni stanno evaporando dal decreto e veniamo informati che Minzolini non è licenziabile e il suo stipendio di 550 mila euro annui è un diritto acquisito, tanto per dirne una.

Speriamo perciò che il governo Monti riesca a mantenere a galla la barca, ma non facciamoci troppe illusioni. Se vogliamo riprendere una navigazione che prometta un futuro accettabile ai nostri figli, serve un cambiamento radicale, profondo, nel merito. Un cambiamento che ancora non si vede. Nel frattempo, il mondo non ci aspetta, e per capirlo non c’è bisogno dell’inondazione della Thailandia…

Print Friendly, PDF & Email
Ti piace? Condividi:

Mondo e noi, Politica nazionale

Comments are closed.