Le scuole di montagna

15 novembre 2018 Scuola e formazione

Scuole sottodimensionate in cui non esiste la figura del dirigente scolastico, numeri minimi di 10 alunni per attivare le classi, ma anche problemi nel reperire e stabilizzare personale docente e amministrativo.

Nella seduta di oggi della Commissione Cultura (che presiedo), abbiamo fatto un approfondimento sulla situazione e le problematiche delle scuole di montagna, tema sul quale maggioranza ed opposizione avevano presentato diverse risoluzioni, con l’obiettivo comune di salvaguardare i presidi scolastici montani, mantenere i servizi essenziali ed evitare lo spopolamento dei paesi dell’Appennino.

Il quadro attuale, senza eccessivi allarmismi, mostra comunque la necessità di attivarsi per prendere ulteriori provvedimenti in tutela delle scuole montane.

L’Ufficio Scolastico Regionale ci ha fornito alcuni dati, che fotografano la situazione: su un totale di 524 scuole68 (il 13%) hanno sede in un comune montano; su 550mila alunni emiliano-romagnoli, 32mila frequentano scuole di montagna, numero che corrisponde al 6% complessivo. Incidenza che ovviamente sale se i numeri vengono scorporati: 10,6% frequentano le scuole di infanzia; 6,4% la scuola primaria.

Nei nostri territori montani ci sono situazioni molto diverse fra loro e per questo la programmazione deve essere territoriale, in una logica di dialogo con i territori. La possibilità di mantenere sul territorio i giovani si fonda soprattutto sul tema dell’istruzione. La programmazione e l’offerta formativa devono tener conto anche della necessità di assicurare servizi alle persone, ridurre i costi per le famiglie, garantire qualità dell’offerta didattica.

Sono previste entro l’anno risorse aggiuntive per un milione di euro per dotare i comuni montani di classi 2.0 (aule attrezzate e dispositivi mobili per il superamento del digital divide) e verranno fatti investimenti sulla banda larga e per potenziare gli spazi di aggregazione per i giovani ed i servizi di orientamento. Anche sul tema dei trasporti sono in atto investimenti di risorse finanziarie.

Al termine di una proficua discussione tra i componenti della commissione ed i rappresentanti della Giunta e dell’Ufficio Scolastico regionale, sono state approvate le due risoluzioni presentate dal PD che impegnano la Giunta a chiedere al Governo di abbassare il limite minimo di allievi necessario a formare una classe, e di sviluppare le attività universitarie inerenti allo sviluppo della montagna, anche attivando contatti istituzionali con Unimont. Approvato in parte anche il documento presentato dalla Lega.

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