L'impegno per salvare vite di sanitari e volontari

22 Ottobre 2019 Notizie, Sanità, Volontariato

Nello scorso fine settimana si sono svolte importanti manifestazioni a Bologna, diverse ma accomunate dal fatto di rappresentare punti di incontro preziosi fra volontariato e mondo sanitario. Preziosi perché permettono di salvare ogni giorno molte vite.

Nel centro di Bologna si è svolta “VIVA! – Giornata della rianimazione cardio-polmonare“, un evento organizzato in collaborazione con le associazioni di volontariato e scientifiche, che si occupano di formazione alla rianimazione precoce e di educazione al primo intervento. La rianimazione cardiopolmonare iniziata dai soccorritori “laici” (ossia i presenti, da subito senza attendere l’arrivo dell’ambulanza) aumenta di 2-4 volte il tasso di sopravvivenza. Ognuno di noi la può fare, ed è stato davvero bello vedere i sanitari dell’emergenza-urgenza insegnare come si fa ai passanti che si sono fermati ad interessarsi al tema.

Ricordiamoci sempre che è l’impegno di persone normali e al tempo stesso eccezionali, siano esse sanitari del nostro sistema dell’emergenza-urgenza, volontari o semplicemente cittadini coscienziosi, che ogni giorno rende (appunto) vivo il nostro apparato di pronto intervento, un’eccellenza di cui andare fieri e da mantenere e sostenere con tutte le nostre forze.

In un cinema di periferia invece si è ritrovata la Fidas Bologna (già Advs), una delle due associazioni di donatori di sangue (l’altra è l’Avis) che opera nel nostro territorio metropolitano. Nella festa annuale sono stati premiati gli associati che hanno raggiunto un certo numero di donazioni di sangue.

Vado ogni volta che posso a ringraziare, a nome delle istituzioni e mio personale, i donatori di sangue per il loro grande e fondamentale impegno. E’ un patrimonio di solidarietà irrinunciabile, che ogni giorno fa la differenza per le persone che hanno bisogno di sangue, vuoi perché vittime di incidente o per un intervento chirurgico, come pure per chi soffre di quelle patologie che abbisognano di trasfusioni.

Ma al di là dell’aspetto pratico legato al funzionamento del sistema sanitario, i donatori costituiscono un segno potente che afferma la cultura del dono in un mondo in cui è troppo diffuso l’egoismo. Inoltre è un associazionismo sano che innerva positivamente il territorio: un altro patrimonio importante da preservare e sostenere.

A tutti loro un grazie di cuore.

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