Una risoluzione sulle misure alternative di detenzione

27 Settembre 2019 Notizie

«Con l’approvazione di una risoluzione per la promozione delle pene alternative al carcere, la Regione Emilia-Romagna ha dimostrato di essere una guida a livello internazionale». Questo è quanto dichiara in un comunicato stampa il Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, Giovanni Paolo Ramonda, in merito alla risoluzione che abbiamo approvato ieri nella Commissione V dell’Assemblea legislativa da me presieduta.

L’atto approvato impegna la Giunta a potenziare il sostegno ai progetti innovativi rivolti a detenuti a fine pena e al loro reinserimento sociale, attuando il massimo raccordo tra le misure volte all’umanizzazione della pena e al reintegro in società e quelle dedicate all’inclusione lavorativa delle persone più vulnerabili attraverso attività di coprogettazione e cofinanziamento tra i vari ambiti di competenza della Regione; a sostenere gli enti che si occupano delle misure alternative alla pena, rinnovando e dando esecuzione ad intese e convenzioni, e creando sinergia fra amministrazione penitenziaria, enti territoriali e la Regione. Fra le esperienze che hanno dato buoni risultati citiamo esplicitamente il progetto CEC (Comunità educante con i carcerati) e ACERO (Accoglienza e lavoro).

La risoluzione è frutto proprio di un impegno preso nel contesto dell’audizione dello scorso marzo sul progetto CEC in cui avevamo ascoltato relazioni e testimonianze su questo ed altri progetti di rieducazione e recupero sociale dei detenuti (vedi post).

Con questo atto di indirizzo politico intendiamo riaffermare l’importanza di questi progetti per i quali chiediamo un sostegno anche nel prossimo bilancio regionale in modo da consentire che possano proseguire e per favorire una presa di coscienza a livello nazionale del loro grande valore sociale.

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