Sicurezza dei cantieri, delibere regionali e licenziamenti improvvisi

11 marzo 2015 Economia, Lavoro

Vi ricordate le mie #pillolediprogramma? Riporto qui di seguito la #17.

17. La linea di vita sui nostri tetti può salvare molte vite

Siamo la seconda regione in Italia per numero di infortuni denunciati (solo nei primi 8 mesi del 2014 sono stati 56.376, contro il totale italiano di 427.967). Non si tratta solo di un dramma per le famiglie coinvolte: Inail ha quantificato il costo sociale degli infortuni al 5% del PIL. In particolare, il 30% degli infortuni mortali è dovuto a cadute dall’alto. Per prevenirle, nel 2013, la Regione Emilia-Romagna ha approvato una delibera che obbliga i proprietari di abitazione, in caso di significativi lavori sul tetto, a installare una “linea di vita” a cui si dovranno obbligatoriamente agganciare tutti coloro che andranno sui tetti (muratori, antennisti, impiantisti). La delibera regionale sulle linee di vita dovrebbe entrare in vigore alla fine del gennaio prossimo. Ho già votato questa delibera come consigliere regionale, se rieletto seguirò con attenzione il tema della prevenzione infortuni e la corretta applicazione della delibera 149/2013, che può salvare molte vite. (Grazie ad Antonio per la sollecitazione)

Come aggiornamento ulteriore, ricordo che dei 24 infortuni mortali avvenuti in Emilia-Romagna nel 2014, 11 sono stati causati da cadute dall’alto. 11 morti, proviamo a ricordarcene.

L’Antonio che ringrazio per la sollecitazione nella pillola è Antonio Ghibellini, che da anni si batte per l’adozione di sistemi e normative volte a prevenire le cadute dall’alto e in generale gli infortuni sul lavoro nel settore edile. Lo ha fatto per lungo tempo come responsabile dell’ufficio che segue la sicurezza sul lavoro in IIPLE (Istituto di Istruzione Professionale Lavoratori Edili), un ente gestito in modo paritetico  dalle organizzazioni degli imprenditori e dei lavoratori edili). In particolare dal 2001 ha curato la trasmissione quindicinale tv, web e radio “Edilizia sicura”.

Uso il passato perché Antonio Ghibellini il 2 marzo scorso è stato licenziato in tronco dal suo ente. Il CdA si è riunito la mattina, ha deciso il suo licenziamento, e alle 14 lui era già fuori dall’ufficio, con la serratura cambiata e la posta elettronica disattivata.

Sentire di licenziamenti in tronco in enti nella cui proprietà siedono i sindacati è abbastanza inusuale e viene da pensare a motivazioni gravi o disciplinari, ma non pare questo il caso visto che nella comunicazione di licenziamento l’ente anzi ringrazia il dott. Ghibellini per la preziosa collaborazione fornita.

Purtroppo le modalità di licenziamento sono tali da non permettere di escludere che alla base di tale decisione vi sia proprio l’impegno di Antonio Ghibellini a sostegno dell’adozione della delibera 149/2013, che alcuni forse valutano soprattutto come un fastidioso appesantimento normativo. Anzi, lui è convinto che le cose stiano proprio così.

Per questo oggi ho sottomesso una interrogazione che trovate qui. Mi auguro che i dubbi possano essere dissipati. Io intanto dico grazie ad Antonio per il suo impegno sul fronte della sicurezza del lavoro e raccolgo l’impegno a vigilare su questi temi ed operare per prevenire le cadute dall’alto.

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