Merkel, ricordati di Kohl

28 giugno 2012 Mondo e noi

Siamo alla vigilia di un vertice europeo che potrebbe rivelarsi decisivo (in un senso o nell’altro) per il futuro dell’Europa. Inutile nascondersi che l’elenco delle occasioni mancate è lungo, che le cause (e le colpe) della situazione in cui ci troviamo sono diverse e che sarebbe bene che ognuno (compresi noi italiani) riflettesse sui propri errori e provasse a non ripeterli. 

Ma oggi non posso fare a meno di pensare alla Cancelliera Angela Merkel, perché mi piacerebbe chiederle di pensare a dove sarebbe lei oggi se poco più di vent’anni fa il suo predecessore Helmut Kohl avesse ragionato come ha fatto lei in questi ultimi mesi. Dopo la caduta del muro, non c’era alcuna ragione economico-finanziaria di breve periodo che suggerisse alla ricca Germania Ovest di Kohl di fondersi con la assai più povera Germania Est. C’erano però una ragione ideale ed un progetto di largo respiro, l’unità della Germania, e Kohl ebbe il coraggio ed il merito di scegliere di lasciarsi guidare da quelli. Le prevedibili difficoltà economico-finanziarie sono state affrontate dai tedeschi in nome di un ideale, gradualmente superate e oggi la Germania è il paese che sappiamo. Kohl ha in parte anche pagato politicamente queste difficoltà, ma al di là dei suoi guai e dei suoi errori oggi non c’è tedesco ed europeo che pensando a lui non lo ringrazi per il coraggio di quella scelta. 
Se non ci fosse stato Kohl, oggi Angela Merkel sarebbe ancora una cittadina della Germania Est, e chissà quale moneta ci sarebbe nel suo borsellino. Il tema che la Cancelliera ha di fronte non è molto diverso da quello di allora. Anche oggi ci sono ragioni egoistiche di breve periodo che suggeriscono alla Germania di mantenere una posizione privilegiata sulla pelle di altri stati europei meno ricchi e meno “virtuosi”. Ma l’egoismo nel medio-lungo periodo sarebbe un disastro anche per i tedeschi. Anche oggi c’è un ideale ed un grande progetto, l’Europa unita, su cui vale la pena di scommettere e di fare dei sacrifici. Riuscirà Angela Merkel ad essere all’altezza del suo predessore Helmut Kohl? 
Se lo sarà, gli europei del futuro avranno motivo di essergli grati. Se invece non lo sarà, allora temo che la lettura consigliata sia quella della parabola del debitore spietato nel Vangelo di Matteo:
“Il regno dei cieli è simile a un re che volle fare i conti con i suoi servi. Incominciati i conti, gli fu presentato uno che gli era debitore di diecimila talenti. Non avendo però costui il denaro da restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, con i figli e con quanto possedeva, e saldasse così il debito. Allora quel servo gettatosi a terra, lo supplicava: Signore, abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa. Impietositosi del servo, il padrone lo lasciò andare e gli condonò il debito. Appena uscito, quel servo trovò un altro servo come lui che gli doveva cento denari e, afferratolo, lo soffocava e diceva: Paga quel che devi! Il suo compagno, gettatosi a terra, lo supplicava dicendo: Abbi pazienza con me e ti rifonderò il debito. Ma egli non volle esaudirlo, andò e lo fece gettare in carcere, fino a che non avesse pagato il debito. Visto quel che accadeva, gli altri servi furono addolorati e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: Servo malvagio, io ti ho condonato tutto il debito perché mi hai pregato. Non dovevi forse avere anche tu pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te? E, sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non gli avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il mio Padre celeste farà a ciascuno di voi, se non perdonerete di cuore al vostro fratello. (Mt 18,23-35)
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