No, non mi ci riesco ad abituare

28 dicembre 2010 Comunicazione, Politica nazionale

Per piacere non venitemi a raccontare che ci si abitua a tutto, non è vero. Evitate anche di dire che i politici sono tutti uguali, è falso ed è un modo per compiacere i peggiori. Sarebbe bene anche astenersi dai luoghi comuni come il fatto che ogni mondo è paese, che si stava meglio quando si stava peggio e via discorrendo.

L’Italia scivola al 67° posto nell’indice sulla corruzione stilato, come ogni anno, dall’ong Transparency International, meglio di noi anche il Ruanda. Libertà di stampa, Italia 49.ma per Reporters sans frontieres, alla pari con il Burkina Faso. Continuano ad arrivarci queste indicazioni da chi ci guarda da fuori. Normalmente vengono accolte da sospiri o sorrisetti.

Intanto in questi giorni, dopo aver archiviato per ora il calciomercato dei parlamentari, le ultime notizie ci regalano pagine appassionanti. Si spazia da presumibilmente finte indiscrezioni su finti attentati a spericolate arrampicate sugli specchi, ovviamente presunte, sul modo di riuscire a dire che una legge fatta per affermare una diversità davanti alla legge non contrasterebbe col principio costituzionale per cui davanti alla legge tutti i cittadini dovrebbero essere uguali. Insomma, forse si riuscirà a dimostrare che il cavallo bianco di Napoleone è nero.

Nel frattempo, la volgarità regna sovrana. Avete dubbi? Andate su Google immagini e scrivete “prima pagina libero”. Ecco alcuni titoli: “Bel pirla”, “Quei froci degli spagnoli”, “Obama abbronzato, embè?”, “In mano a imbecilli”, “Il guaio è la gnocca”, “Ecco il Soviet”, “Veronica velina ingrata”, “Vincono i rompiballe”, e così via. Il titolo di oggi è “I falliti attaccano Libero”. E vabbè…

E poi, vedere la politica da vicino non è necessariamente un vantaggio. Certo, in politica ci sono per fortuna anche persone oneste che cercano di fare del loro meglio, e nella mia esperienza è più facile conoscerle di persona che arrivare ad individuarle dalla lettura dei giornali. Ma avendo notizie di prima mano si moltiplicano anche le fatiche. Capita infatti di vedere agnelli mascherati da lupi e lupi mascherati da agnelli, buoi che danno del cornuto all’asino (molto spesso), irresponsabili che si cimentano in continui “gesti di responsabilità”, un frullatore di “valori fondanti” che durano lo spazio di un mattino, lo “spirito di servizio” o addirittura l’amore talmente citati da tali mostri e vampiri che agli onesti che ce l’hanno per davvero passa quasi la voglia di parlarne.

Bene, io rivendico il mio diritto a non abituarmici. Dopo un anno, questo 2010, davvero faticoso, è troppo facile e del tutto irrealistico augurarci che il 2011 ci porti la soluzione di tutti i problemi: non succederà, è chiaro. Ma un po’ più di verità, questo sì, voglio davvero augurarmela, insieme con il diritto di indignarsi anche di fronte alla reiterazione dei misfatti. Se misfatti sono, tali restano. E un po’ più di verità sarebbe già un primo passo…

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