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Il dovere della trasparenza

7 Agosto 2010 Politica locale, Trasparenza

Leggo con un po’ di stupore su Repubblica della vicenda dei locali di Palazzo de’ Notai assegnati a titolo gratuito e senza bando dall’assessora Mantovani nel dicembre scorso ad un’associazione culturale. Leggo che la Mantovani avrebbe dichiarato di essere passata “direttamente dall’ufficio del cerimoniale”, senza bando di gara, perché si trattava di un breve periodo di tempo. Leggo che, dopo la doverosa richiesta di restituzione dei locali da parte della gestione commissariale, la questione pare ora interessare anche la magistratura.

Sono stupito perché pur essendo al tempo consigliere comunale non ne sapevo nulla, ma vedo che sono in buona compagnia perché nemmeno altri che al tempo erano assessori ne erano informati. Ma sono stupito solo un po‘ perché l’idea di “snellire” le procedure, l’allora assessora Mantovani l’aveva enunciata con chiarezza.

Da un articolo del Corriere del 25 novembre 2009:

La chiamata ai finanziamenti dei privati è ingessata da una burocrazia troppo stretta. Insomma, per l’assessore alla Promozione culturale Nicoletta Mantovani: «Così non funziona». Mantovani, mentre lancia l’allarme per la mancanza di fondi per gli eventi culturali nel 2010, chiede modifiche alle norme per ricevere sponsorizzazioni senza dover ricorrere a bandi, come prevede il regolamento varato dalla ex giunta Cofferati. «Non possiamo pensare di non avere la libertà di andare a bussare alle porte».

La posizione della Mantovani era chiara: lei voleva creare un ufficio ad hoc per la raccolta delle sponsorizzazioni, e sosteneva che dover passare da bandi pubblici fosse un ostacolo da rimuovere. Io, che avevo seguito il nuovo regolamento sulle sponsorizzazioni per la Giunta precedente, ritenevo che fosse una buona cosa il potenziamento della ricerca di sponsorizzazioni, anche con la creazione di un ufficio ad hoc, ma che non fosse né necessario né opportuno rinunciare a percorsi di trasparenza amministrativa.
Il confronto avvenne anche pubblicamente. Più avanti, l’articolo già citato continua:

L’ex vicesindaco Giuseppe Paruolo difende il regolamento messo a punto nello scorso mandato dalla giunta Cofferati e incalza Mantovani chiedendo «se avete seguito il regolamento» e soprattutto «con la trasparenza necessaria per muoversi in questo settore nei confronti dei diversi interessi coinvolgibili». Altrettanto netta la riposta dell’assessore. «Quello delle sponsorizzazioni è un tema fondamentale, lo sarà per i prossimi cinque anni per come ho impostato il mio lavoro. (…) Dobbiamo trovare altre risorse e la normativa di cui lei parlava», si rivolge a Paruolo, «ho intenzione di rivederla». Infatti, così «non può funzionare. Se ogni volta siamo costretti a fare un bando, ci vuole una velocità di lavoro che non è compatibile. Insieme dobbiamo trovare un modo più agile per portare avanti la questione».

Con l’occasione immediatamente successiva del Capodanno il confronto sul punto proseguì a porte chiuse col gruppo consiliare. Nell’occasione furono pochi i colleghi del Pd a darmi una mano: diversi privatamente mi dissero che pensavano che io avessi ragione, ma pubblicamente erano imbarazzati dall’ipotesi di assumere una posizione critica rispetto all’assessora, che peraltro aveva ricevuto pubblico sostegno da personaggi molto autorevoli. Il confronto interno non andò benissimo, come ricorda un articolo di Repubblica del 19 dicembre 2009:
Riunione ristretta con il capogruppo Sergio Lo Giudice e altri sei consiglieri che, a partire dall’ ex assessore Giuseppe Paruolo e da Daniele Ara, hanno richiamato l’assessore a una maggiore «trasparenza», nel solco del regolamento delle sponsorizzazioni. Ma la Mantovani non ha ceduto di un millimetro, né ha promesso numeri più dettagliati. Una presa di posizione che non manca di creare tensioni nel Pd, tanto che Lo Giudice chiude il gruppo con un richiamo forte al silenzio: non commettiamo l’ errore macroscopico di dividerci ora.
La traumatica interruzione del mandato avvenuta un mese dopo ha fatto sì che quella discussione sia rimasta sospesa. In questo senso ora sarebbe bene che ci fosse qualche parola di chiarezza nel Pd su quel punto in prospettiva futura. Personalmente, credo che si debba affermare che certo occorre fare di più nella capacità di attrarre fondi di privati e coinvolgere risorse della società, ma tutto ciò senza venir meno alla trasparenza ed all’evidenza pubblica che a mio avviso per un’istituzione pubblica costituisce un dovere “non negoziabile”.

Spero sia chiaro che mi interessa poco polemizzare sul passato, anche se è evidente che la sospensione dei bandi da parte dell’allora assessora Mantovani non era tanto una proposta di là da venire ma una pratica concretamente attuata, come la vicenda emersa in questi giorni e l’affidamento dell’organizzazione del Capodanno ad una società esterna (BF Servizi) evidentemente dimostrano. Mi interessa la prospettiva futura, ossia che come PD chiariamo una volta per sempre cosa pensiamo di fare su questa delicata materia.

Sul passato dico solo una cosa: non sarebbe male prima o poi riuscire ad avere i conti a consuntivo del Capodanno 2010, almeno per sapere chi lo ha pagato. E’ chiedere troppo?

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