Pronto Soccorso e iperafflussi: abbiamo un piano

21 novembre 2017 Sanità

Potenziamento dell’attività di consulenza e diagnostica in emergenza, attivazione di letti aggiuntivi nei reparti per favorire i ricoveri, rafforzamento del personale medico ed infermieristico, eventuale riduzione dei ricoveri programmati o non urgenti, un team per la gestione dei posti letto. Queste le più significative misure previste dalle linee di indirizzo approvate dalla Giunta regionale per la gestione del sovraffollamento nelle strutture di Pronto Soccorso. Obiettivo: garantire un percorso più efficace e tempestivo per la gestione dei picchi di afflusso.

Vengono, dunque, indicate alla Aziende sanitarie una serie di azioni da adottare in relazione al livello di criticità dell’affollamento. Spetterà poi alle Aziende mettere in atto piani specifici sulla base del proprio contesto organizzativo, a partire dalla definizione di soglie di criticità. I programmi informatici dei Pronto Soccorso saranno adeguati in modo da avere indicatori uniformi sul territorio regionale. Il sovraffollamento dei Pronto Soccorso dipende dagli aumenti di accessi, dal tempo di permanenza all’interno dell’area, e dal tempo necessario per ricoverare i pazienti che ne hanno bisogno.

La principale causa di aumento degli accessi è l’epidemiologia stagionale (influenze, ondate di calore). Il fattore che incide maggiormente sui tempi di permanenza è quello delle consulenze specialistiche e degli accertamenti diagnostici strumentali (in particolare quelli radiologici). Tra le cause di rallentamento dell’uscita i tempi con cui i pazienti vengono accolti nei reparti per il ricovero. Il problema del sovraffollamento va quindi affrontato con specifiche strategie organizzative che coinvolgano l’intera struttura ospedaliera. 

Ovviamente rimane il tema dell’accesso non sempre appropriato al Pronto Soccorso, che in tanti casi potrebbe essere sostituito dalle Case della salute, nate proprio con l’obiettivo di portare l’assistenza il più vicino possibile ai cittadini: ma è per l’appunto un tema ampio e che occorre affrontare alla radice. Qui parliamo invece di misure per il buon funzionamento dei Pronto Soccorso anche in condizioni di afflussi improvvisi e superiori alla media.  E’ quindi importante avere misure adeguate per far funzionare al meglio un servizio così importante. Ricordiamo che ogni anno, oltre un terzo della popolazione italiana accede al Pronto Soccorso per un presunto o reale bisogno di salute urgente: circa 24 milioni di accessi all’anno, con un tasso di ricovero del 15%. I numeri dell’Emilia-Romagna sono in linea con quelli nazionali: 1,8 milioni circa tra il 2014 e il 2016 ed il 13% di ricoveri.

Chiudo con una nota personale, perché un anno fa vi furono momenti molto critici nei PS durante le festività natalizie e subito dopo (ricorderete il gelicidio di gennaio). Tali criticità mi indussero a segnalare con forza ai vertici delle aziende sanitarie bolognesi e all’assessorato regionale la necessità di predisporre piani per fare fronte a situazioni di congestione e picchi improvvisi negli afflussi. Non lo feci con interrogazioni pubbliche, ma oggi sono contento di poter constatare che il tema è stato preso in carico in modo adeguato e dopo un serio lavoro tecnico si è giunti a definire queste importanti linee guida. Mi auguro che possano contribuire davvero a rendere sempre migliore il servizio ai cittadini.

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