Fukushima e il peccato originale

6 febbraio 2017 Ambiente, Riflessioni

E’ di pochi giorni fa la notizia che in uno dei reattori di Fukushima ci siano livelli record di radiazioni a causa di una falla che si è aperta di recente. La notizia è comparsa fugacemente in coda ai telegiornali e poi è stata rapidamente archiviata. Credo invece sia una buona occasione per riflettere sul grave pericolo per l’umanità rappresentato dalla presunzione di poter maneggiare con sicurezza processi che hanno un potenziale enorme di devastazione, come sono appunto gli impianti a fissione nucleare.

E’ un tema di grande attualità, visto che in questi anni sono state concesse numerose proroghe al funzionamento di centrali nucleari di cui era prevista la dismissione dopo 40 anni e che invece sono tuttora operative.

Possiamo stare tranquilli? Le molteplici misure di sicurezza adottate in questi impianti sono tali da fare fronte ad ogni eventualità? Purtroppo la risposta è no.

Ce lo insegna la storia: proprio Fukushima era un impianto “ultrasicuro”, ma poi non ha retto alla combinazione terremoto + tsunami che purtroppo si è verificata.

Ma più in generale dobbiamo riconoscere che la presunzione dell’uomo di poter imbrigliare e manipolare la natura, mantenendo tutto sotto controllo, non sempre regge alla prova dei fatti. Nonostante le molteplici evidenze, è un peccato di presunzione che si continua a commettere, in molti campi. E le molte voci che provano a segnalare il rischio, restano spesso inascoltate.

In Jurassic Park, Michael Crichton scrive “Il pianeta non è in pericolo. Noi siamo in pericolo. Non abbiamo il potere di distruggere il pianeta, o di salvarlo. Ma abbiamo il potere di salvare noi stessi.”. E affida al personaggio di Ian Malcolm, matematico e studioso della teoria del caos, il compito di segnalare che non è realistico pensare di aver previsto tutto quando si scherza col fuoco (in quel caso, la genetica e i dinosauri). Nel film “Sindrome cinese” è proprio una centrale nucleare il teatro di una serie di eventi che rendono possibile il disastro (si chiama “sindrome cinese” perché il nocciolo del reattore fuori controllo potrebbe sprofondare in modo indefinito, e agli antipodi degli USA c’è la Cina). Nel film “War Games”, è il computer che sta per lanciare i missili termonucleari pensando che sia un gioco, che alla fine si rende conto che non può funzionare, e dice: “Strano gioco: l’unica mossa vincente è non giocare.”. Se vogliamo guardarla dal punto di vista umoristico, non possiamo non citare la Legge di Murphy, che ci dice che “se qualcosa può andare male, andrà male”. Guardando al tema dal punto di vista religioso, mangiare dall’albero del bene e del male – associato al peccato originale – rappresenta proprio la mancata accettazione da parte dell’uomo del proprio ruolo di creatura, che poteva vivere in armonia col creato, per ambire invece a mettersi al posto di Dio.

Insomma, quali che siano le vostre convinzioni religiose o filosofiche, sarebbe bene comprendere che sottovalutare il potenziale distruttivo dell’energia nucleare e peccare di presunzione nel maneggiare questo tema, rappresenta un rischio significativo per la vita sulla terra. Se ancora esiste un’intelligenza collettiva – cosa su cui ultimamente è lecito nutrire più di un dubbio – dovrebbe mettere meglio a fuoco questo concetto. Idea che, a mio avviso, sarebbe da tenere ben presente in generale, sulle tematiche dell’ambiente e dell’ecologia ma non soltanto, e che richiederebbe scelte coraggiose da fare in tempi abbastanza rapidi: insomma, prima che sia troppo tardi.

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