Il coraggio di metterci la faccia

11 agosto 2014 Riflessioni

montagnacoraggioStimolato dai racconti di una figlia appena rientrata dalla route nazionale degli scout dell’Agesci, sono andato a cercare la “carta del coraggio” che in questi giorni hanno discusso e preparato. Anche se la versione definitiva del documento non c’è ancora, emergono concetti sani e forti, ed è bello che tanti giovani si siano sentiti coinvolti da parole che in realtà parlano ad ognuno di noi.

Siamo noi che dobbiamo avere il coraggio di compiere il primo passo verso il cambiamento che vogliamo vedere: la nostra goccia è indispensabile al mare. Decidiamo di impegnarci nella politica non come osservatori passivi ma come cittadini attivi. Vogliamo dare una veste nuova, più forte al valore della legalità. Esiste un territorio che ci interpella incessantemente. Ci impegniamo a riscoprire la vera bellezza del nostro territorio e dell’ambiente. Ci impegniamo nel lavoro, motore della dignità dell’individuo, per uscire dalla spirale del mero guadagno. Il coraggio di una vita semplice. Ci impegniamo a vivere coraggiosamente e con serietà una scelta consapevole di amore autentico, senza discriminare le persone…

Fra i tanti che possono a giusta ragione sentirsi compresi e stimolati da parole come queste c’è anche chi come me ha scelto di rimboccarsi le maniche e si è impegnato in politica. Anche per la politica – se fatta in un certo modo – ci vuole coraggio.

Non è semplice impegnarsi per il cambiamento, perché di cambiamento tutti parlano e pochi hanno la pazienza e la capacità di andare a vedere nel merito cosa significa. La realtà rischia di sfuggire in mezzo a fiumi di parole, il fumo e l’apparenza rischiano di fare sembrare i gatti tutti bigi, ma se vogliamo che questa notte finisca non possiamo rassegnarci – non posso rassegnarmi! – a girar la faccia dall’altra parte e lasciare perdere.

Presto si tornerà a votare per la Regione, e io intendo (ri)presentarmi. La mia disponibilità è stata già accolta dalla direzione bolognese del PD alla fine di luglio. E nell’attesa che dopo il periodo feriale il tema entri nel vivo, vorrei usare la (relativa) tranquillità di questi giorni per cominciare a mettere giù alcuni punti. A partire da un po’ di storia, perché prima di cominciare a parlare di progetti e di futuro, vale la pena rendere conto del cammino fatto fin qui. Col coraggio di metterci la faccia. A presto!

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