Strani fenomeni nell'informatica sanitaria regionale

31 luglio 2014 Comunicazione, Sanità

Il binomio informatica & sanità continua a provocarmi gioie e dolori. Qualche tempo fa avevo parlato del portale salute.bologna.it, delle idee innovative in esso contenute e dell’importanza di un suo rilancio o comunque delle idee innovative che lo caratterizzano. Successivamente, ho presentato una interrogazione sull’argomento, e in questi giorni ho ricevuto la risposta: gioie e dolori, per l’appunto.

salutesaluter

Leggendo la risposta si scopre che è così argomentata:

  • le idee contenute nel portale salute.bologna.it sono talmente innovative che fin dall’inizio era chiaro che il lavoro necessario per implementarle avrebbe richiesto anni; ciò è vero a tal punto che “nel 2009, all’atto della presentazione pubblica, più che di un prototipo si disponeva di una progettualità molto interessante e potenzialmente in grado di precorrere i tempi, ma ancora pressoché interamente da sviluppare”;
  • in questi anni si è lavorato duramente per la “omogeneizzazione ed armonizzazione di banche dati e flussi informativi”; inoltre “le modalità di presa in carico dei cittadini hanno visto la crescita esponenziale dei percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali”; come risultato “gli elementi di debolezza che non hanno consentito finora lo sviluppo della progettualità di salute.bologna.it sono in via di superamento, e il rilancio della sua filosofia comunicativa innovativa è dunque un obiettivo ora maggiormente raggiungibile”;
  • ma in realtà “le funzionalità innovative in grado di fornire servizi di informazione diretta ai cittadini su prestazioni e percorsi di cura” sono già “sviluppate con una riuscita efficacia comunicativa fra i servizi di informazione on line presenti fin dal novembre 2006 sul portale www.saluter.it;
  • in particolare si ritiene che la “Guida ai servizi on-line” presente su SalutER “assolva appieno alle esigenze dei cittadini di informazione tempestiva, facilmente accessibile e orientata concretamente a rispondere a uno specifico bisogno di salute” e ciò dimostra che la Regione è attiva su questi temi da anni, “fin da prima dell’ideazione del progetto salute.bologna.it.

Avete letto bene: cinque anni fa erano idee che precorrevano i tempi al punto che solo oggi si può pensare di realizzarle, ma allo stesso tempo era stato tutto già fatto diversi anni prima.

[ironic mode on]

Per non generare allarme, dico subito che nonostante le apparenze non penso che ci troviamo di fronte a fenomeni paranormali inspiegabili né a un paradosso spazio-temporale per la cui spiegazione sia necessario scomodare la relatività generale di Einstein. Oltretutto semmai lo stesso Einstein si presentasse all’assessorato regionale alla Sanità con qualche proposta innovativa delle sue, facilmente otterrebbe la risposta standard “grazie ma lo stiamo già facendo (da anni)” che è una specie di marchio di fabbrica della casa.

[ironic mode off]

I “servizi al cittadino” presenti su SalutER sono sicuramente interessanti e apprezzabili. Trovo particolarmente evoluti quelli elencati sulla destra della pagina (trova medico, paga online) ma anche le tante altre informazioni presenti sono sicuramente utili. La “Guida ai servizi” collegata alla banca dati del numero verde è una ottima idea e un buon servizio, ovviamente coi suoi limiti. Se volete fare una prova, andate sulla pagina e digitate prima “otorino” (risultati: zero), poi “otorinolaringoiatra” (risultati: 1, un ambulatorio a Portomaggiore) e infine “otorinolaringoiatria” (risultati: 226, immagino siano tutti gli ambulatori specifici da Piacenza a Rimini), e chiedetevi cosa può farsene di tutto ciò un cittadino che debba decidere dove farsi visitare.

La filosofia proposta da salute.bologna.it era (è) semplicemente ribaltata: faccio la mia ricerca e mi appaiono tutti i luoghi dove il servizio viene erogato; clicco sul luogo ed ottengo informazioni ulteriori che mi guidano nella scelta; informazioni che comprendono anche dati come i tempi medi di attesa, gli utenti in coda in tempo reale e così via: sui punti di pronto soccorso bolognesi il servizio è operativo già dal 2009, per dire.

Per concludere, tengo buona la prima parte della risposta dell’assessore, quella probabilmente preparata da qualcuno che aveva idea di cosa si stesse parlando, e suggerisco sommessamente che venga invece fornita qualche spiegazione a chi ha invece preparato la seconda parte che ribalta completamente il discorso. A margine noto come questo episodio confermi il mio (già più volte espresso) convincimento che la visione del ruolo dell’information technology nel sistema sanitario sia probabilmente il tallone d’achille del nostro per altri versi ottimo sistema sanitario regionale.

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