News del 30 giugno 2018

30 giugno 2018 Newsletter

Cari tutti, è iniziata l’estate, per qualcuno è tempo d’esami, tutti abbiamo voglia di ferie, ma eccoci al consueto aggiornamento mensile.

Il populismo al governo e il rischio del PD

Pur partendo da posizioni a volte diametralmente opposte, Lega e M5S hanno trovato un accordo e varato un governo: speriamo che possa combinare qualcosa di buono, magari senza far saltare i conti pubblici né relegandoci ai margini dell’Europa. Ma la sensazione prevalente è che la campagna elettorale continui, e che le forze al governo preferiscano cavalcare i problemi piuttosto che provare a risolverli. Non mi riferisco solo alla questione immigrazione, ma anche al rimettere in discussione interventi già decisi su nuove infrastrutture e altri temi ancora. La reazione del PD è mettere in evidenza l’irragionevolezza di questi atteggiamenti, come è giusto. Se però ci fermassimo a questo, il rischio che correremmo sarebbe quello di un confronto fra gli altri che promuovono un cambiamento, anche se a volte sbagliato, mentre noi invece difendiamo l’esistente. Nelle recenti amministrative, a Imola e altrove, questo rischio l’abbiamo corso e si è visto come è andata a finire.

Per evitare questo pericolo dobbiamo avere la capacità di difendere tutto ciò che merita di essere difeso, ma anche il coraggio di indicare con chiarezza le cose che non vanno e che ci proponiamo di cambiare. Dobbiamo farlo accettando la sfida sui temi che più interessano i cittadini, portando il confronto sulle diverse soluzioni e mettendo gli elettori di fronte a due diverse proposte di cambiamento. Provare a risolvere problemi complessi è difficile, nessuno ha la bacchetta magica, soluzioni e cambiamenti ragionevoli richiedono equilibrio e appaiono meno altisonanti di proclami grossolani e populisti. Tutto vero, ma non vedo altre strade. La cronaca di questi ultimi giorni ci consegna diversi esempi su cui attualizzare questi ragionamenti, ne cito rapidamente tre molto importanti: infrastrutture, partecipate, sanità.

Sulle infrastrutture occorre andare avanti

Il progetto di allargamento dell’asse autostrada-tangenziale bolognese, ormai prossimo alla fase di realizzazione, è a rischio perché forze politiche come Lega e M5S, che avevano avversato il Passante Nord invocando il potenziamento del tratto autostrada/tangenziale (cioè il progetto attuale), ora minacciano di bloccare l’opera. Come scrive Andrea De Pasquale, responsabile del dipartimento mobilità del PD, “fermare l’allargamento dell’asse Autostrada Tangenziale di Bologna significa dire che ci va bene che tutto resti com’è adesso. Perché è evidente che per Società Autostrade, da quando è attiva la terza corsia dinamica, il nodo di Bologna non è più una priorità (anche se abbiamo già avuto diverse vittime su veicoli rimasti in panne quindi fermi sulla corsia di destra poi centrati da TIR). E perché è altrettanto evidente che non esistono alternative al potenziamento in sede: il Passante Nord è sepolto, orfano di sviluppi urbanistici e spostamenti di poli attrattivi (fiera, ospedale) che sono rimasti saldamente in città, e impedito dalla nuova (e benvenuta) contrarietà al consumo di suolo agricolo. Il Passante sud è una suggestione progettuale, che anche realizzata non sgraverebbe se non del 20% il traffico sulla complanare attuale, e in cambio richiederebbe milioni di metri cubi di scavo (in terreni instabili e franosi) e costi ingiustificabili. Entrambe le alternative poi non porterebbero alcun beneficio alla Tangenziale, che resterebbe quella che conosciamo, a due corsie congestionate ogni mattino e ogni sera. Oltre a fluidificare la Tangenziale (con un aumento di portata del 50% nel tratto periferico e del 100% in quello centrale), l’allargamento in sede è l’unica occasione per “convincere” Società Autostrade a dedicare parte delle risorse stanziate per il Passante alla soluzione di problemi storici di viabilità del nostro territorio (Complanare di Ozzano, Nodo di Funo, completamento Lungosavena…) in un negoziato difficile che Autostrade stessa sarà solo felice di azzerare, risparmiando i 700 milioni stanziati su Bologna per altre opere di interesse più strettamente autostradale.”. Se si vogliono dare risposte convincenti ai cittadini che abitano nei pressi della tangenziale, preoccupati per la propria salute, ci si impegni piuttosto a strappare ad Autostrade opere di ricucitura urbane più sostanziose (le auto in galleria e sopra verde pubblico e alberi), e se il nuovo governo volesse aiutare in questo senso sarebbe benvenuto.

Ai cittadini di Navile (e di altre zone della città) dobbiamo invece fornire risposte e soluzioni al problema del rumore aeroportuale, ovvero sui motivi per cui tanto spesso durante il giorno vengono disattese le prescrizioni e i decolli avvengono sulla città, caricando di rumore zone densamente abitate. Il gioco dello scarico di responsabilità fra i diversi enti che gestiscono Aeroporto e traffico aereo deve finire: vogliamo risposte chiare ed esaurienti, su cui basare decisioni capaci di modificare nettamente la situazione attuale.

Sulle partecipate serve una svolta

Nei giorni scorsi è tornato fuori il tema dell’integrazione tariffaria treno+bus su cui si è anche ipotizzato un possibile aumento del biglietto del bus. Io penso che ci siano miglioramenti importanti da fare sul trasporto pubblico a favore degli utenti, urgenti, senza bisogno di gravare sulle tariffe ed anche con meno subalternità alla narrazione di Tper, molto pronta a rincorrere il mercato obbligazionario ma meno lesta a riversare benefici sull’utenza. Ho ricordato quanto scrissi nell’aprile scorso all’annuncio della chiusura del bilancio di Tper con 15 milioni di attivo (di cui 8 pagati in tasse): “Da un lato sono molto contento dei dati sull’aumento dei biglietti venduti, degli abbonamenti, dei passeggeri trasportati e sul calo dell’evasione: tutti segnali positivi non solo per la gestione aziendale ma anche per l’efficacia delle politiche a sostegno del trasporto pubblico. Dall’altro sono molto contrariato nel leggere di una nuova annualità con milioni di utili (pesantemente tassati), e non è certo sufficiente come compensazione l’ipotizzata distribuzione di dividendi. Con quei soldi, avrei di gran lunga preferito veder realizzato il biglietto unico metropolitano, aumentate le corse urbane ed extraurbane, ampliata l’area urbana almeno ai comuni della prima cintura bolognese, per fare solo tre esempi. Insomma, cara Tper, invece di utili da tassare per me sarebbe assai meglio che provassi a darci un servizio migliore.”

Le aziende partecipate erogano servizi importanti ma dovrebbero essere gli enti pubblici ad esercitare la guida strategica, mentre troppo spesso si ha la sensazione di una politica all’inseguimento e sostanzialmente subalterna. Vale per Tper, vale per Bolognafiere, vale per Hera: non è in discussione che abbiano fatto (anche, non solo) cose egregie, ma io trovo che al momento il ruolo guida del pubblico appaia davvero troppo debole per essere credibile. Per questo io ritengo che occorra una svolta decisa, un cambiamento importante e non rimandabile. Cominciando ad esempio a fare la gara per il trasporto pubblico, invece di andare avanti con l’affidamento a Tper in regime di proroga continua: sarebbe l’occasione buona per scrivere con chiarezza quali sono i miglioramenti del servizio che ci attendiamo. Su Bolognafiere ed Hera tornerò prossimamente.

La sanità va difesa con un cambio di passo

Il servizio sanitario universale e gratuito è una conquista irrinunciabile, che è messa a rischio da chi racconta che si possano diminuire le tasse e aumentare allegramente le spese: perché non basta enunciare il principio, ma occorre trovare le risorse per farlo funzionare. Se vogliamo davvero difenderlo fino in fondo, come io ritengo sia nostro dovere fare, dobbiamo avere il coraggio di fare anche qualche battaglia controcorrente. Un esempio positivo è stata la battaglia sui vaccini, contro la concezione di chi pensa che la sanità sia un supermarket a cui si possa decidere se e come servirsi: il fatto che oggi in Regione siamo tornati a soglie di sicurezza sulla vaccinazioni è un risultato importante. Siamo stati un po’ meno decisi sui punti nascita dichiarati insicuri per il numero basso di parti, e su cui adesso le forze populiste tornano a chiedere riaperture: faccio solo notare che se si sta dalla parte della scienza occorre farlo sempre, e che le decisioni prese devono valere per tutti o per nessuno. E mentre giustamente sottolineiamo l’importanza delle assunzioni che stiamo facendo nella sanità pubblica, non possiamo non vedere l’emergenza del disallineamento dell’istruzione universitaria e dei suoi numeri chiusi rispetto alle esigenze di personale ormai prossime. Nè possiamo derubricare la necessità di una vera meritocrazia, praticata e non solo predicata, che sappia premiare anzitutto chi dedica le proprie capacità con decisione al servizio pubblico rispetto a chi persegue anche legittimi ma diversi interessi, o in cui la competenza dimostrata nell’assistenza venga prima rispetto a interessanti ma diversi sistemi relazionali. Anche nell’organizzazione, una maggiore capacità di investire sul cambiamento credo che andrebbe adeguatamente valorizzata.

Il nuovo atto unico sull’ERP

Il tema dell’accesso e della permanenza nelle case di Edilizia residenziale pubblica è da sempre al centro delle politiche abitative della nostra Regione. Durante l’Assemblea Legislativa del 6 giugno scorso, abbiamo approvato un Atto Unico che riunisce le norme in materia. In particolare, il provvedimento distingue tra l’accesso agli alloggi e la permanenza negli stessi, sulla base di soglie Isee differenziate. Altra novità è il criterio dell’impossidenza, che vale tanto per gli stranieri quanto per gli italiani: per accedere alla casa pubblica occorrerà non possedere immobili né in Italia né altrove. Durante il dibattito in aula sono intervenuto a favore del provvedimento ed anche per sottolineare l’importanza di una gestione equilibrata ed efficiente dell’edilizia residenziale pubblica (sempre a proposito dei discorsi fatti sopra). Alcune riflessioni sono in questo post.

Brevi dalla Regione

Eletto il nuovo Presidente del Corecom: Stefano Cuppi. Esperto del sistema radiotelevisivo italiano, consulente della pubblica amministrazione sulla transizione al digitale terrestre, autore televisivo per la Rai, consulente per diverse istituzioni regionali: è un professionista di grande spessore e ci sono tutte le premesse perché possa svolgere al meglio l’incarico che gli abbiamo affidato (vedi post), succedendo a Giovanna Cosenza che ringrazio per il lavoro svolto in questi anni.

Approvati i nuovi criteri per l’accesso al Reddito di solidarietà (RES). In seguito all’ampliamento della platea dei beneficiari della misura nazionale del Reddito in inclusione (Rei), previsto da luglio, il contributo regionale andrà ad integrare quello statale, rendendo disponibili per le famiglie assegnatarie quote più rilevanti. La soglia Isee sale da 3mila a 6mila euro e l’erogazione passa da 12 a 18 mesi. L’accesso al Res è subordinato alla partecipazione ad un progetto di inserimento sociale e lavorativo. Per accedere al Rei e al Res basterà fare un’unica domanda, da presentare ai Servizi sociali dei Comuni, e l’ammissibilità verrà valutata dall’Inps.

Provvedimenti regionali e notizie

Vino: oltre 5,4 milioni nel bando per gli investimenti per puntare su qualità, innovazione e vendita diretta, domande attraverso Agrea entro il 13 settembre. Libri di testo scolastici: dal 3 settembre al 23 ottobre le domande on-line per ottenere i contributi. Export e partecipazione a eventi fieristici: online il bando per le imprese di micro, piccola e media dimensione con sede in Emilia-Romagna, domande entro il 27 luglio. Terzo settore: bando di oltre 1,7 milioni di euro rivolto a organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale, domande entro il 14 luglio. Start up innovative: un nuovo bando per progetti ad alto contenuto tecnologico, domande dal 2 luglio al 15 novembre 2018. Giovani: fino al 16 luglio domande online per attività, attrezzature e spazi di aggregazione. Fondo Energia: altri 20 milioni di euro per le imprese per il miglioramento dell’efficienza energetica e l’autoproduzione da fonti rinnovabili, domande entro il 2 agosto. Agricoltura: in arrivo altri 6 milioni per completare tutte le richieste, sul portale regionale Agricoltura tutti i dettagli sui bandi. Assistenza ai pazienti extra Ue: 1,5 milioni di euro per interventi e cure, soprattutto per i bambini. Diagnostica: nasce a Bologna la nuova Neuroradiologia dell’Istituto delle Scienze Neurologiche. Sanità: in arrivo quasi 400 stabilizzazioni, soprattutto medici. Elisoccorso: nuovo hangar all’aeroporto di Pavullo per potenziare le attività di elisoccorso. Rete specialistica sulle malattie emorragiche: nuovo assetto dal 1° luglio, un Hub a Parma, due centri Spoke a Bologna e Cesena. Procreazione assistita: limite di età alzato fino al compimento dei 46 anni, sei i tentativi (cicli) possibili. Veterinari: intesa tra Regione e Unibo per finanziare 30 borse di studio. Fondi per la sanità regionale: 8,2 miliardi, +74 milioni rispetto al 2017, destinati soprattutto a finanziare i Livelli essenziali di assistenza (Lea). Dispersione scolastica: scesa in Regione al 9.9% (16% in Italia, 10,7% in Europa), per 9 giovani su 10 un corso scolastico o un’attività formativa. Scuole per l’infanzia: oltre 4 milioni di euro per migliorare e qualificare le scuole per l’infanzia paritarie (materne comunali e private) e valorizzare la figura del coordinatore pedagogico. Università: la Regione investe sul diritto allo studio, benefici al 100% degli studenti idonei. Piani urbanistici: dalla Regione 1,8 milioni di euro, domande fino al 15 ottobre. Difesa del suolo: raddoppiano i fondi, opere anche nel bolognese. Treni regionali veloci: dal 10 giugno due regionali veloci in più per i pendolari tra Bologna e Pesaro. Agricoltura: al via il primo piano di controllo di cornacchie, gazze e ghiandaie contro i danni a frutteti e colture. Vacanze coi pescatori: approvato il regolamento regionale che agevola pescaturismo, ittiturismo ed acquiturismo. Pane e Internet: in un clic i servizi sanitari, fiscali e per i trasporti. Industria 4.0: dalla California all’Emilia-Romagna, a Casalecchio di Reno (Bo) il nuovo Centro digitale interattivo di Eon Reality. Disoccupazione: in Emilia-Romagna -0,5% nel primo trimestre 2018, in 3 anni oltre 75mila nuovi posti (+4%).

Verso la fusione fra Granarolo e Castenaso

La proposta di fusione di Granarolo dell’Emilia e Castenaso è stata avanzata dalle amministrazioni comunali dei due Comuni. L’Assemblea Legislativa entro luglio varerà una legge (di cui sono relatore) che darà la parola ai cittadini, con un referendum che presumibilmente si terrà nella prima metà di ottobre. La fusione prevede benefici finanziari, grazie agli incentivi previsti a livello regionale e nazionale, ed è positivo che le amministrazioni promotrici spieghino come investirebbero quei denari, in modo da portare la discussione sui progetti concreti. Mi auguro che il percorso verso il referendum sia l’occasione per confrontarsi sull’idea di futuro delle comunità e del territorio coinvolto, come spiego meglio in questo post.

Continuate a seguirmi sul mio sito e sulla pagina facebook. Vi ricordo inoltre il sito del gruppo PerDavvero. E se conoscete qualcuno interessato a ricevere questa mia mail periodica di aggiornamento, vi invito a segnalarmelo affinchè io possa contattarlo, grazie!

Un caro saluto e alla prossima,
Giuseppe

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