La nuova legge regionale sullo sport

30 maggio 2017 Sport

La nuova legge regionale sullo sport, approvata senza alcun voto contrario in Assemblea Legislativa, dimostra come lo sport non sia un tema di nicchia ma di largo respiro, che abbraccia tanti aspetti: dall’educazione alla salute, dall’inclusione sociale alla cultura e alla legalità.

La legge prevede una capillare attività di promozione a partire dalla scuola attraverso il coinvolgimento attivo delle associazioni sportive per ampliare l’offerta di sport anche in orario extrascolastico e con forme di collaborazione tra scuola e mondo delle associazioni. La formazione è l’altro tassello individuato ed è prevista una stretta collaborazione tra Regione, enti locali, Coni, Cip, scuola e aziende sanitarie. Chi tiene i corsi dovrà essere o istruttore qualificato o istruttore di specifica disciplina.

Verrà elaborato un Piano triennale a cui parteciperanno Comuni e Unioni comunali. Tale piano identifica azioni sia di promozione, integrazione delle persone con disabilità e contrasto all’abbandono della pratica sportiva, sia di sviluppo, con riferimento all’impiantistica e al contesto turistico e ambientale, con un forte accento sulla promozione del turismo sportivo anche attraverso la promozione di “grandi eventi”. Si allarga la platea dei futuri beneficiari dei contributi regionali: oltre alle associazioni iscritte al registro regionale, potranno partecipare ai bandi anche le associazioni dilettantistiche iscritte al registro del Coni, del Cip e delle Federazioni sportive nazionali, o riconosciute da tali sigle. Nasce un nuovo organismo, la Conferenza sullo sport, con funzioni consultive in riferimento alle attività di programmazione, tutela delle persone, monitoraggio e ricerca.

Lo sport in condizione di sicurezza è un altro caposaldo della legge. Per questo strutture, spazi e ambienti dovranno avere i requisiti necessari, a partire dai presidi di primo soccorso, o, nel caso, essere adeguati. Per ottenere i finanziamenti gli impianti sportivi dovranno possedere requisiti di pubblica utilità e gli eventuali progetti di adeguamento dovranno essere conformi alla pianificazione urbanistica con contenimento del consumo del suolo, in un quadro di valorizzazione e tutela del patrimonio naturalistico e ambientale. La legge tiene conto anche dell’intervento pubblico in caso di dichiarato stato di emergenza nazionale per ripristinare, con contributi in conto capitale, gli impianti sportivi danneggiati in seguito a eventi naturali.

La promozione della pratica sportiva come fattore di inclusione e tutela va di pari passo con la diffusione della cultura della legalità, con misure per contrastare ogni forma di violenza e discriminazione. La Giunta regionale varerà, previo parere della Conferenza sullo sport, un’apposita Carta etica. Inoltre, le organizzazioni che beneficeranno dei contributi dovranno dimostrare di essere virtuose: aver indotto o consentito l’assunzione di prodotti dopanti all’interno delle strutture comporterà la revoca dei contributi regionali e l’impossibilità di accedervi per cinque anni. Per quanto riguarda la trasparenza, il Piano triennale e la sua applicazione saranno oggetto di monitoraggio e valutazione. Gli impianti sportivi non gestiti direttamente dagli enti locali dovranno essere affidati con procedure pubbliche improntate ai principi di imparzialità, trasparenza e pubblicità adeguata. Su questo punto, è stato approvato un mio emendamento volto a prevedere in modo equilibrato che vengano valutate anche le competenze e le capacità maturate nelle precedenti esperienze.

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