La battaglia contro il gioco d'azzardo continua

slotIl giro d’affari legato al gioco d’azzardo in Emilia-Romagna vale quasi 4,5 miliardi di euro. Dal 2011 i malati di gioco sono raddoppiati: da 640 a 1.300. A tre anni dall’entrata in vigore della legge regionale 5/2013, sono questi i dati più significativi, emersi dal convegno del 10 giugno scorso. In qualità di Presidente della V Commissione, e in collaborazione con il Movimento dei Focolari e la rete SlotMob, ho ritenuto necessario fare il punto sulle misure attuate in Emilia-Romagna da Ausl, enti locali e associazioni, in materia di prevenzione, assistenza e cura dei giocatori compulsivi: ci siamo trovati il 10 giugno scorso per il convegno “Dalla legge regionale 5/2013 alla rete SlotMob”.

Si è parlato di “Pluto”, a Reggio Emilia, prima residenza italiana, a cui i pazienti possono accedere per un trattamento più intensivo (da 15 giorni a 3 mesi). Emilia Muratori, sindaca di Marano sul Panaro, ha presentato l’esperienza della struttura “Casa Festà”, realizzata in collaborazione con l’associazione Papa Giovanni XXIII e la cooperativa Lag di Vignola, che può accogliere fino a 15 pazienti. Mattia Monduzzi, funzionario delComune di Vignola, ha raccontato le difficoltà dei comuni, cui competono controlli urbanistici, spesso vanificati da norme nazionali che consentono di evitare i vincoli posti dalle singole amministrazioni.

Vincenzo Capriotti, della rete SlotMob di Bologna, ha esposto le iniziative che premiano bar e locali, i cui esercenti hanno scelto di non installare le “macchinette”. In conclusione, il referente nazionale della rete, Carlo Cefaloni, autore del libro “Vite in gioco. Oltre la slot economia”, ha parlato degli interessi economici legati al gioco d’azzardo e dell’appello al Presidente della Repubblica per sottrarre il settore dell’azzardo legale alle concessionarie private.

Dalla legge regionale 5/2013 ad oggi diverse cose sono state fatte. Ora si pone il tema di una revisione della norma regionale, a partire dagli incentivi agli esercenti che rinunciano alle slot e dalle distanze dai luoghi ritenuti sensibili, come ad esempio le scuole. Su questo aspetto sono intervenuti anche diversi colleghi consiglieri regionali, fra cui Manuela Rontini del PD e Andrea Bertani del M5S, e Luca Marconi consigliere nella regione Marche.

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Prevenzione sanitaria, Servizi sociali

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