Sull'Ulivo e il PD, e non solo (intervista a Ciao Radio)

29 gennaio 2017 Interviste

Fatico a seguire il dibattito sulla necessità di costruire un “nuovo Ulivo”. Se auspicarlo significa ricordare e rinnovare gli ideali di quella stagione, non posso che essere d’accordo. Lo dico da ulivista della prima ora, sceso in campo proprio perché sentivo la necessità di costruire una forza riformista che – superando gli steccati del passato – potesse candidarsi a guidare il futuro. Un processo che cominciò con l’alleanza di partiti diversi fino a quando non sfociò nella costituzione del Partito Democratico, punto di arrivo di quella prima fase e punto di partenza di quella che stiamo vivendo, in cui siamo chiamati a renderlo sempre più adeguato alle sfide che questi tempi difficili ci propongono e all’altezza delle aspettative degli elettori. Se viceversa, vagheggiare un “nuovo Ulivo” significa avere nostalgia di quando l’Ulivo era un’alleanza di partiti diversi, e quindi implicitamente porre le premesse che portino ad una nuova frammentazione all’insegna del “marciare divisi per colpire uniti”, credo che sarebbe un errore molto grave: non possiamo pensare di tornare indietro! E’ invece necessario andare avanti, rispondere alla domanda centrale su quale sia l’idea di una sinistra moderna e di governo capace di dare risposte vere ed efficaci ai problemi presenti e futuri, realizzando pienamente la vocazione riformista del PD.

Di questo argomenti e di altri ho parlato qualche giorno fa a Ciao Radio, nel programma di rassegna stampa del mattino, intervistato da Ilaria Chia e Mario Spinosa. Qui sotto trovate la registrazione di tutta l’intervista.

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