Una scelta che aiuta le persone in attesa di trapianto, accogliendo i donatori extracomunitari

17 gennaio 2017 Sanità

Finalmente è arrivata in aula la mia risoluzione sui trapianti di rene da donatore vivente extracomunitario. L’Assemblea Legislativa l’ha approvata con il voto favorevole di Pd, M5s, Sel e nessuno contrario. Ora la Giunta dovrà impegnarsi a porre a carico del servizio sanitario regionale, nel caso di donatore di rene vivente che sia cittadino extracomunitario non residente in Italia, i costi per le relative prestazioni sanitarie. Nel documento chiediamo inoltre di sollecitare il Governo nazionale a stipulare convenzioni sanitarie con quei Paesi che ancora non ne hanno, al fine di consentire il trapianto a pazienti da parte di un possibile familiare donatore extracomunitario.

È una proposta concreta che supera il luogo comune che vede contrapposti cittadini italiani e cittadini extracomunitari nell’accesso ai servizi, e se attuata, andrebbe a vantaggio degli uni e degli altri, garantendo anche un risparmio per le finanze pubbliche.

L’insufficienza renale cronica terminale colpisce circa 3300 cittadini della nostra Regione, persone che per vivere devono sottoporsi all’emodialisi: trattamento faticoso per i pazienti e costoso per la collettività. Fra queste persone in attesa di trapianto di rene vi sono alcune centinaia di cittadini extracomunitari.

Il trapianto da donatore vivente può e deve essere promosso, perché consente di salvare ancora più vite e smaltire le lunghe liste d’attesa. Non è raro il caso in cui un cittadino extracomunitario abbia un congiunto disposto a donare, ma residente all’estero e cittadino di un paese che non dispone di una convenzione sanitaria con l’Italia. In tali circostanze, se le spese sanitarie sono a carico del donatore (o del ricevente) spesso capita che questi non possano permettersele, col risultato che il paziente resta in dialisi (con i costi connessi) e nella lista d’attesa per ricevere un rene da donatore cadavere.

Se tali spese fossero invece poste a carico del servizio sanitario, come chiediamo nella risoluzione, potrebbe verificarsi proprio il caso di un cittadino immigrato che riesce così a ricevere un rene e libera il posto ad un altro cittadino che non ha alternative alla lista d’attesa. Tale scelta comporta in ogni caso un risparmio, perché il costo della dialisi è di gran lunga superiore alle spese relative al familiare donatore.

Non sempre vi sono scelte che portano benefici a tutti e fanno financo risparmiare, ma questo è uno di quei casi, e vale la pena sottolinearlo. E voglio abbracciare le associazioni dei trapiantati, che da tempo ci sollecitavano questa decisione: in particolare Franco Brizzi di ANTR (Associazione Nazionale Trapiantati di Rene) e Giorgio Feliciangeli, che hanno per primi suggerito questo provvedimento.

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