Una politica nuova

Il mio impegno per un PD come ci chiedono gli elettori

Fermiamo lo scempio della destra
La destra al governo sta sfasciando l’Italia, minando i cardini della democrazia, provocando e  cavalcando un decadimento anche culturale e morale. Lo sta facendo mentre la crisi economica colpisce duramente ovunque, anche nelle regioni più sane come l’Emilia Romagna. E’ una crisi pericolosa, anche perché non è chiaro se stiamo soffrendo solo per la congiuntura internazionale o se stiamo già cominciando a pagare i prezzi di una complessiva inadeguatezza del sistema Italia (e per fortuna siamo nell’euro!). In questo quadro, i giornali europei dicono che ormai Berlusconi è indifendibile ma purtroppo l’opposizione in Italia appare incapace di proporsi come alternativa. Magari esagerano, ma qualche domanda credo che dovremmo farcela.

 

Non tornare indietro ma andare avanti
Mentre i segnali di allarme si moltiplicano, stanno tornando a fare sentire la loro voce coloro che da sempre si oppongono al progetto del PD, che in veste di moderni becchini ne prevedono l’imminente fallimento. Anche le polemiche sul ruolo dei cattolici nel PD vanno in questa direzione: si cerca di tornare a quello schema che in passato si era definito “Ulivo a due gambe”, per riesumare le vecchie identità e poi allearsi solo a fini elettorali.

Sono convinto che il progetto del PD conservi intatta la sua validità. Se il PD è un’opera teatrale che stenta, la colpa non è del copione ma degli interpreti. L’incontro delle culture è il nodo che dobbiamo avere la pazienza di affrontare e di sciogliere. Tornare indietro avrebbe come unico effetto quello di consegnare alla destra il governo per i prossimi decenni, e non possiamo volere così male all’Italia!

Dobbiamo costruire un PD come luogo di partecipazione dove si sentano a casa credenti e non credenti, chi vive del suo lavoro e chi fatica a trovarlo, chi scommette su solidarietà e innovazione. Dobbiamo ricordarci che più che sul passato, il PD deve saper declinare una coraggiosa idea di futuro. Dobbiamo cambiare i metodi interni, e per questo ho aderito all’appello “un nuovo PD per Bologna”. Per essere credibile il PD deve praticare ciò che predica: non sarebbe poca cosa. Io lavoro per questo.

 

PD e valori: c’è una questione cattolica?
Non c’è un problema di posti, ma casomai di valori: nella linea del PD devono potersi riconoscere anche i cittadini di centrosinistra che sono cattolici. E lo stesso vale per ogni altro filone culturale presente nel PD: serve una sintesi vera e alta. Parlare di rappresentanza di minoranze è un modo per eludere il problema. A me interessa contribuire a costruire una linea politica condivisa e capace di risolvere i veri problemi che abbiamo di fronte.

A questo proposito, non sempre ho la sensazione che abbiamo la capacità di riconoscere le priorità, che sono l’economia che arranca, la formazione, le famiglie che faticano ad arrivare a fine mese, i giovani che non trovano un lavoro, gli adulti che lo perdono, gli anziani soli, i nuovi poveri, gli immigrati e il mix di regole e accoglienza necessario. Dobbiamo partire dalle priorità, ancorarci ai valori che ci accomunano a partire dalla Costituzione, e lavorare per il futuro.

 

A proposito di valori
Ho sottoscritto l’appello “Io non considero normale che le donne siano trattate come merce di scambio nelle relazioni personali e professionali, nella politica, nella comunicazione”.
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