Salute e servizi pubblici

Un’esperienza solida a difendere le conquiste con capacità d’innovazione

Salute come priorità
Negli anni scorsi ho incontrato e guardato negli occhi professionisti che ogni giorno si spendono in prima persona per far funzionare i nostri servizi, volontari che giocano un ruolo fondamentale nel rendere effettivi i diritti di tutti, cittadini con i loro bisogni, piccoli e grandi, che attendono una risposta convincente. Io ho a cuore la sostanza delle cose, e so che il nostro sistema sanitario è un bene pubblico da preservare, e va difeso anche innovando. Credo di avere l’esperienza e la capacità per dare un contributo in questo senso.

 

Alcune idee concrete
Occorre che la sanità vada incontro ai cittadini senza aspettare che si ammalino, con screening e percorsi di prevenzione personalizzati. Finora gli screening sono stati pochi e generalizzati, molto costosi pur se molto importanti. Ma abbiamo ormai una quantità di dati sulla salute dei cittadini che possiamo gradualmente passare ad uno schema di prevenzione personalizzato, che mira i controlli non solo in base al sesso e all’età ma a dati clinici ed epidemiologici precisi.
Con una base informativa che consenta di monitorare la situazione, si potrà e si dovrà fare di più per garantire l’appropriatezza sia delle indagini diagnostiche che delle scelte terapeutiche, coinvolgendo in un cambiamento culturale sia la classe medica che i cittadini. Si potrebbe accelerare la definizione di linee guida mediante commissioni con mandati a tempo eal tempo stesso definire una strategia per effettuare controlli seri e calibrati. La strada maestra per il miglioramento delle liste d’attesa è questa.

Per educare i giovani a stili di vita sani occorre fare di più in termini di formazione, e credo che varrebbe la pena di portare come esempio l’esperienza dei donatori e del volontariato sanitario. Perché chi sta bene può farlo non solo per aiutare se stesso, ma anche per aiutare gli altri.

Possiamo favorire la socialità degli anziani che cominciano ad avere problemi di autosufficienza non solo con un potenziamento dell’assistenza domiciliare, ma anche attraverso una tecnologia capace di mettere in rete anziani, associazionismo e servizi socio-sanitari e di favorire i contatti fra le persone (vedi il progetto Oldes).

 

Beni pubblici da difendere
La sanità è senz’altro il servizio primario offerto dalla Regione, per lo meno in termini di bilancio, ma ci sono altri beni pubblici per cui occorre operare, come l’acqua. E per rispettare l’ambiente, occorrono piani precisi di investimento sulle energie alternative. Infine, a proposito di alternative, anche l’economia solidale merita di essere promossa, come in generale le forme di aggregazione che promuovono sensibilità verso l’ambiente ed una cultura di rispetto planetario.
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