Un'igiene pubblica intraprendente

Con più tecnologia e meno soldi, risultati migliori

Via la polvere: quella degli uffici, ma anche quella di amianto

Ho trovato un ufficio di Igiene antiquato, tutto carta e polvere. L’ho informatizzato e abbiamo cominciato a operare analisi e attività per nostra iniziativa: per esempio, dal rinvenimento di amianto in un cinema si è passati ad una campagna a tappeto che ha portato alla bonifica di tutti i cinema e teatri della città.

 

Sempre in tema di amianto, il caso delle pietre verdi sui binari della stazione centrale è stato affrontato con un tavolo di crisi e la conseguente immediata bonifica.
Ancora, insieme all’Esercito è stato affrontato il caso di amianto presso l’area ex Staveco, fino alla bonifica dei coperti in condizioni fatiscenti. Resta ancora molto amianto nelle aree militari, l’imminente passaggio di queste aree al Comune sarà l’occasione per una loro bonifica definitiva.

 

Topi e zanzare: un milione risparmiato

Sulla zanzara tigre la gestione precedente era molto costosa (oltre 1,4 milioni di euro) con risultati accettabili ma non straordinari. La mia decisione immediata di ricorrere ad un bando pubblico ha consentito di risparmiare un milione di euro l’anno. Istituendo un’attività di controllo a opera di soggetti diversi rispetto a chi svolge la disinfestazione, poi, si è migliorata la qualità del servizio. Il buon funzionamento dell’attività si è rivelato particolarmente utile per combattere l’emergenza chikungunya, la malattia tropicale portata dalla zanzara tigre.

 

Sul tema dei topi erano previsti interventi solo per fronteggiare situazioni di emergenza, e da molti anni non venivano fatte campagne di derattizzazione.  Anche qui siamo passati da una gestione puntuale sulle segnalazioni ad una sistematica campagna di derattizzazione, che ha silenziosamente affrontato quella che rischiava di diventare un’emergenza esplosiva. Anche in questo caso, più cose con una spesa minore.

 

 

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