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Parità di trattamento per i lavoratori della zona rossa di Medicina

11 Luglio 2020 Articoli

Durante l’emergenza sanitaria da Covid-19, a causa di un focolaio presente nel Comune di Medicina, la Regione Emilia-Romagna, con ordinanza del Presidente Bonaccini, aveva dichiarato “zona rossa” il Comune di Medicina e la frazione di Ganzanigo, prevedendo per i cittadini (salvo deroghe per i lavoratori della sanità) il divieto assoluto di uscire da quest’area. Una decisione giusta e coraggiosa, che ha consentito di contenere il contagio ed ha salvato molte vite.

La chiusura è durata dal 17 marzo al 3 aprile 2020, e dunque i lavoratori della “zona rossa” di Medicina non si sono potuti recare al lavoro per tre settimane. Mentre per le altre “zone rosse”, dichiarate tali dal Governo, l’INPS ha giustificato l’assenza, i lavoratori medicinesi sono stati costretti ad attingere alle loro ferie, in alcuni casi andando anche in negativo. Ho segnalato da tempo l’esistenza di tale situazione e l’importanza di attivarsi perché l’INPS riservasse ai lavoratori medicinesi lo stesso trattamento riservato ai cittadini di Codogno e delle altre zone rosse istituite con decreto governativo.

Ora, se in linea di principio si può comprendere una ritrosia da parte del Governo a riconoscere a priori parità di trattamento rispetto a decisioni assunte dalle Regioni, è innegabile che lo svolgersi degli avvenimenti ha reso palese a posteriori che la decisione assunta dalla Regione Emilia-Romagna in relazione alla “zona rossa” di Medicina è stata giustissima e sarebbe opportuno che il Governo lo riconoscesse. E in ogni caso, non è giusto che vengano penalizzati i cittadini per la presenza di una zona grigia nella relazione istituzionale fra enti diversi.

Nel momento in cui ho capito che l’emendamento presentato in Parlamento per dare una risposta a questo problema era avviato verso la non approvazione, ho presentato un’interrogazione per invitare la Giunta regionale ad impegnarsi perché una soluzione venisse trovata. Questa mia interrogazione è stata successivamente firmata anche dalla capogruppo e da altri consiglieri del PD, e la mia posizione condivisa dal gruppo PD in Regione e dal presidente Bonaccini.

Sui giornali e sulle tv locali se n’è parlato parecchio, allego un po’ degli articoli usciti. Visto che ora pare che sia maturata la coscienza che occorra porre rimedio a questa situazione ingiusta, mi auguro che presto Governo e Parlamento possano riconoscere ai lavoratori di Medicina una parità di trattamento con i residenti nelle altre zone rosse.

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