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Quale futuro per le Pro-Loco in Emilia-Romagna

26 Dicembre 2019 Volontariato

Nel 2016 è stata approvata la legge regionale sulle Pro-Loco, che ho promosso come primo firmatario. Una legge che riconosce e valorizza il ruolo delle Pro Loco in collaborazione con gli enti locali, ed individua canali di finanziamento da erogare tramite bandi pubblici. Risorse a supporto di attività fondamentali in particolare per i piccoli centri e le zone montane, ovvero quei luoghi che non sono già raggiunti dal turismo di massa, ma che meritano di essere scoperte e conosciute meglio. Attività che coinvolgono diverse associazioni che lavorano insieme, di cui si riconosce concretamente l’impegno sociale, premiando una forma forte di volontariato, presente su tutto il territorio regionale e capace di rafforzare la coesione di comunità, mettendola al servizio della valorizzazione del territorio. Ad oltre tre anni dall’approvazione della legge, durante i quali sono stati emanati ben tre bandi di finanziamento (2017, 2018, 2019) per un importo complessivo di oltre 1 milione di euro, è evidente che la nuova legge abbia determinato una svolta nel rapporto fra il mondo delle associazioni Pro Loco e l’amministrazione regionale. È l’inizio di un percorso che deve continuare ed evolvere, perché dall’alleanza fra volontariato e istituzioni può nascere molto per la valorizzazione del territorio ed un turismo a misura d’uomo che valorizzi anche posti belli ma poco conosciuti che abbiamo nella nostra Regione.

Grazie anche all’esperienza maturata in questi tre anni, possiamo guardare ad una nuova fase e ragionare sui passi ulteriori da compiere. Ritengo sia opportuno investire con maggior decisione sulla funzione di coordinamento della rete, in modo da rendere quella delle Pro-Loco una realtà coesa e non semplicemente una sommatoria di belle esperienze territoriali. Nella legge è già presente il tema del coordinamento e della costruzione di reti a livello provinciale e regionale, ma credo si possa prevedere qualcosa di più – eventualmente anche integrando la legge – per valorizzare chi è chiamato a svolgere questa importante funzione e rendere la rete ancora più coesa.

Un rapporto sempre più proficuo e organico tra la rete delle Pro-Loco, l’UNPLI,  l’Amministrazione regionale e i Comuni, è un bene prezioso per il sostegno delle attività culturali e turistiche del nostro territorio. Ancora una volta il mio impegno sarà quello di camminare insieme alle Pro-Loco per aiutarle a crescere e vedere riconosciuto il loro impegno per il nostro territorio.

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