La legge sulle discriminazioni torna in commissione

9 Luglio 2019 Diritti e doveri

Il testo di legge sottoposto all’Assemblea Legislativa dai Comuni di Bologna, Reggio Emilia, Parma e S. Pietro in Casale oggi è arrivato in aula, interrompendo l’iter in commissione in ossequio ad una scadenza temporale statutaria. Abbiamo opportunamente deciso di rinviarlo in commissione, dove verrà discusso e votato, per poi tornare in aula per l’approvazione finale, prevista entro luglio.

Stamattina abbiamo formalmente depositato 24 emendamenti, frutto di un confronto interno al Partito Democratico, riproponendo quelli già presentati in commissione in aprile e con una riscrittura formale dell’emendamento relativo alla maternità surrogata. Questa volta tutti gli emendamenti sono stati sottoscritti anche dal segretario regionale e dal capogruppo del PD.

Fin da subito, ho avuto modo di evidenziare le criticità a mio avviso presenti nel testo che ci era stato sottoposto, in un post del 17 maggio 2018. Dopo di allora si sono registrati vari pronunciamenti, anche di importanti realtà associative, che hanno sottolineato in tutto o in parte le stesse criticità. Mi pare di poter dire che i 24 emendamenti presentati dal PD affrontino tutti quei nodi e costituiscano in questo senso un fortissimo miglioramento del testo iniziale.

1) Scompare il termine “omotransnegatività”, con tutti i rischi connessi all’uso di un neologismo, proposto con insistenza da una componente militante, dai contorni indefiniti e quindi potenzialmente allargabili a ricomprendere anche opinioni legittimamente difformi.

2) Scompare il concetto di discriminazione “potenziale”, e ci si concentra correttamente sulla prevenzione delle discriminazioni e sul sostegno alle persone vittime di effettive discriminazioni, riscrivendo l’articolo relativo alle politiche del lavoro e della formazione.

3) L’articolo relativo all’educazione viene rivisto a partire dal diritto-dovere dei genitori di educare i propri figli, prevedendo una pluralità di metodologie che garantiscano una effettiva libertà di scelta, in attuazione dell’articolo 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e dell’articolo 30 della Costituzione.

4) Si chiarisce in modo inequivocabile che la maternità surrogata è una pratica da combattere, al punto che, oltre ai risvolti penali già previsti dalla legge 40 del 2004, con l’emendamento si stabilisce di non concedere contributi alle associazioni impegnate in attività di organizzazione o pubblicizzazione di questa pratica.

Vi sono anche altri aspetti interessanti, su cui mi soffermerò nel dettaglio in seguito, ma intanto questi sono i punti di svolta a mio avviso più rilevanti contenuti negli emendamenti avviati all’iter in commissione.

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