Nuova legge sulla tassa sul rumore aeroportuale

25 Giugno 2019 Ambiente, Mobilità

La modifica della legge sulla tassa sul rumore aeroportuale (IRESA), varata oggi dall’Assemblea legislativa con un provvedimento di cui sono stato relatore, è un passo avanti importante per combattere l’inquinamento acustico degli aerei in decollo e atterraggio.
Lo è non soltanto perché completa le modifiche legislative necessarie per dare attuazione ad un emendamento all’ultima legge di bilancio, presentato da me insieme alla consigliera Piccinini del M5S nel dicembre scorso. Ora con queste modifiche è possibile procedere, dal primo gennaio 2020, all’applicazione e riscossione della tassa. Ma lo è anche per le innovative modalità di applicazione che abbiamo previsto, che non si traducono soltanto in compensazioni o mitigazioni dell’impatto acustico, ma speriamo possano davvero influenzare l’operatività aeroportuale, diminuendo effettivamente i sorvoli della città ed il rumore patito dai cittadini.
Vediamo in sintesi le principali novità introdotte con questo provvedimento.

Caratteristiche della tassa

È confermato che l’Iresa verrà applicata “in riferimento al peso massimo dell’aeromobile e al livello di emissioni accertato, e non supererà la misura massima di 50 centesimi di euro per ogni tonnellata al decollo”, con esclusione degli aerei che decollano o atterrano a propulsione elettrica.
Viene stabilito che la tassa sarà dovuta negli aeroporti che superano la soglia di 10 mila movimenti aerei annui. Ciò significa per adesso il solo aeroporto Marconi di Bologna, ma se in prospettiva il traffico aereo di altri scali regionali dovesse crescere in modo significativo, al superamento della soglia l’imposta riguarderebbe anche loro.

L’aeroporto bolognese e i sorvoli della città

Per quanto riguarda l’aeroporto bolognese, occorre considerare che il rumore riguarda soprattutto gli aerei che sorvolano la città, e che l’impatto acustico degli aerei in decollo è decisamente più alto di quelli in atterraggio. Per questo da anni sono previste prescrizioni che invitano a concentrare l’operatività dei voli da e verso ovest, la zona di Bargellino, ossia il lato della pista opposto alla città di Bologna. Queste prescrizioni vengono però largamente disattese nella operatività quotidiana. In considerazione di questo, la legge incentiva fortemente i decolli che sorvolano le zone meno popolate (per Bologna, i decolli verso ovest) per cui è prevista una riduzione del 90% dell’imposta. In modo analogo ma differenziato, vengono incentivati gli atterraggi che sorvolano le zone meno popolate (ossia quelli da ovest) con una riduzione del 30%. L’esito sperato è di osservare in primo luogo un aumento dei decolli verso ovest (ossia senza che gli aerei debbano sorvolare Bologna), e in secondo luogo – per quanto possibile – anche gli atterraggi da ovest.

Proventi della tassa

In ogni caso riteniamo che l’Iresa consentirebbe di ottenere i finanziamenti utili per il monitoraggio, il disinquinamento acustico, provvedimenti di mitigazione a beneficio dei residenti delle zone più colpite. Per dare concreta attuazione al provvedimento, si affida alla Giunta il compito di individuare i destinatari e i criteri di utilizzo delle risorse derivanti dall’applicazione della tassa, previo parere della Commissione competente. La Giunta inoltre presenterà alla medesima Commissione, con cadenza biennale, una relazione in merito all’applicazione dell’Iresa con particolare riferimento al gettito ottenuto. Inoltre, si prevede che i dati relativi ai voli si cui si applica la tassa vengano resi pubblici e disponibili in modo trasparente e tempestivo a tutti i cittadini, con modalità che dovranno essere definite in sede di convenzione tra Regione Emilia-Romagna e la società di gestione aeroportuale.

Conclusione

È evidente che l’applicazione dell’Iresa non sia di per sé risolutiva di tutti i problemi di inquinamento acustico degli aeroporti, e sarebbe sbagliato illudersi che da sola possa risolvere tutta la sofferenza dei cittadini che abitano nei quartieri di Bologna sottesi alle rotte di decollo ed atterraggio degli aeroplani in partenza o arrivo all’aeroporto Marconi. Ma speriamo davvero che possa dare un contributo significativo per alleviare e mitigare il problema.

Certamente possiamo dire che abbiamo uno strumento in più da utilizzare per limitare il rumore aeroportuale, anche in risposta alle sollecitazioni dei cittadini residenti e dei comitati attivi sull’argomento, che abbiamo più volte incontrato grazie al lavoro di coordinamento svolto dal quartiere Navile.

Dopodiché, solo attraverso l’applicazione concreta dell’Iresa, riusciremo a comprendere fino a che punto le nostre intenzioni di legislatori impatteranno sulla concreta operatività, e potremo misurare con precisione i benefici per la salute dei cittadini bolognesi.

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