Stamattina a Lepida TV

7 Marzo 2019 Interviste

Questa mattina sono stato ospite dell’Edicola dell’Assemblea legislativa, la rassegna stampa quotidiana di Lepida TV. Le pagine dei quotidiani sono state spunto di riflessione su diversi temi di politica regionale e nazionale.

Innanzitutto, ho commentato la notizia dell’avvio del reddito di cittadinanza sottolineando tre criticità. Per prima si sta dando un segnale sbagliato, perché la parola “reddito di cittadinanza” implica il fatto che sia sufficiente essere un cittadino per avere diritto ad un reddito. Invece sarebbe importante affermare una cultura per cui è importante lavorare per contribuire alla società e per potersi mantenere. In secondo luogo, è un segnale sbagliato anche nei confronti dell’economia e dei nostri interlocutori stranieri i quali, davanti a misure di assistenzialismo che non generano sviluppo, ci stanno togliendo progressivamente fiducia. La terza critica riguarda i requisiti di accesso al reddito di cittadinanza: rischiano di incentivare la cattiva abitudine di trovare ogni possibile escamotage pur di rientrare all’interno dei parametri richiesti.

Abbiamo poi illustrato le nuove disposizioni in materia di tirocini recentemente approvate in Aula (L.R. 1/2019). Il progetto di legge è stato il frutto di un lungo lavoro di concertazione per dare degli strumenti che funzionino e corrispondano da una parte, alle reali esigenze del mondo del lavoro, dall’altra alla necessità di una proposta formativa seria e qualificante. I dati confermano la validità dello strumento: sono oltre 30.000 i tirocini attivati in un anno in Emilia-Romagna, ed il 60% di questi si traducono in occupazione. Le modifiche introdotte puntano a fissare delle regole premianti per le aziende che utilizzano correttamente lo strumento e assumo i tirocinanti, penalizzanti invece per chi sfrutta il tirocinio come manodopera temporanea da sostituire e avvicendare. Viene inoltre fissata la durata massima di 6 mesi e l’indennità minima di 450 euro mensili.

Altro tema importante affrontato in studio, è stato quello del fenomeno nato in Giappone dei cosiddetti hikikimori (o eremiti sociali), che abbiamo recentemente approfondito nel corso di un’audizione in V commissione. Molti non hanno coscienza del fatto che questo fenomeno stia assumendo proporzioni rilevanti, paragonabili ad esempio ai disturbi del comportamento alimentare. Gli Hikikomori sono ragazzi apparentemente positivi e con un buon rendimento scolastico che, improvvisamente, mostrano segni di malessere e insofferenza nei confronti della scuola e della società e decidono di ritirarsi nelle loro camere. Sono 346 i casi segnalati in Emilia-Romagna dall’Ufficio scolastico regionale, a cui va dato il merito di avere promosso la prima rilevazione del fenomeno in Italia. Questi ragazzi vivono un grave disagio psicologico e ci interpellano profondamente sulle fondamenta della nostra comunità sociale. Occorre prima di tutto di prendere coscienza di questa realtà e non pensare di categorizzare questi ragazzi all’interno di un’etichetta o di un protocollo di cure. Il fenomeno va affrontato in un’ottica multidisciplinare con il pieno coinvolgimento delle famiglie, della scuola, delle istituzioni e dei coetanei.

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