Sosteniamo le associazioni dei trapiantati

18 Dicembre 2018 Sanità, Volontariato

La buona notizia è che l’attività dei trapianti d’organo prosegue molto bene, a beneficio di tanti cittadini, sulle gambe di equipe multidisciplinari di professionisti bravi ed encomiabili, col sostegno di associazioni che tanto hanno fatto e stanno facendo per supportare i pazienti, le loro famiglie e la diffusione della cultura della donazione.

La cattiva notizia è che queste splendide associazioni fanno fatica a trovare nuove leve capaci di offrire, in prospettiva, un ricambio agli arzilli 70/80enni che negli anni le hanno fatte crescere e portate avanti.

Abbiamo avuto occasione di parlarne alla tradizionale festa degli auguri della ANTF, che si è svolta domenica scorsa. C’erano i trapiantati di fegato, ma c’erano anche i rappresentanti di tutte le associazioni impegnate nel settore dei trapianti e della donazione. Sono per me tutti amici ormai di vecchia data: era la 23° edizione della festa degli auguri, e per me la 15° partecipazione consecutiva.

Forse è più difficile oggi trovare persone che si impegnino da volontari nelle associazioni, perché se un tempo il trapianto d’organo veniva visto come un’esperienza pionieristica, oggi è diventato un intervento (quasi) di routine. Ma se è positivo che venga visto come “normale”, è un peccato che un po’ venga meno quel sentimento di riconoscenza e di “restituzione” che in passato motivava tanti che ci erano passati ad impegnarsi per gli altri che sarebbero venuti dopo di loro. O forse c’entra anche un più generale scivolamento della società che ci circonda verso un maggiore individualismo.

In ogni caso vale la pena moltiplicare gli sforzi per fare conoscere il lavoro di queste associazioni, per sostenere le loro attività (ad esempio il progetto “un dono consapevole” che da anni coinvolge studenti delle superiori) per fare circolare la linfa vitale costituita da testimonianze al tempo stesso semplici e straordinarie.

Domenica erano con noi i genitori di Yuri Bernardi e la mamma ci ha raccontato quello che lei e la sua famiglia fanno da anni per tenere viva la memoria di Yuri, pattinatore ventiduenne pluripremiato scomparso in un incidente stradale nel 2006, e i cui organi e tessuti vivono ancora in tante persone che li hanno ricevuti. Sono storie e sentimenti che non possono lasciare indifferenti e che ci chiedono un impegno sempre più forte a diffondere, in una società permeata dalla cultura del vendere e del comprare, il germe straordinario della cultura del dono.

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