Autismo e percorsi di integrazione

23 novembre 2018 Lavoro, Sanità

Frequentare il nido, la scuola dell’infanzia e i gradi scolastici successivi, lavorare con un contratto a tempo indeterminato, fare compere nei negozi della propria città… È sempre più ampia l’offerta di servizi per i bambini, i ragazzi ed anche gli adulti con disturbi dello spettro autistico. Nella nostra Regione i percorsi che vanno in questa direzione sono diversi e numerosi, ed in alcuni casi rappresentano sperimentazioni a livello nazionale. Di recente, si sono aggiunte due nuove esperienze, messe in atto dal Comune di Granarolo dell’Emilia e dalla Alstom di Bologna.

Dal 29 ottobre scorso, Granarolo dell’Emilia si è tinta di blu, diventando “Città Blu – Autism Friendly”, cioè una città che si impegna a favorire l’indipendenza delle persone autistiche e a ridurre l’isolamento delle loro famiglie, attraverso formazione, conoscenza e consapevolezza.

Grazie al protocollo d’intesa del Comune di Granarolo con Angsa (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici), alla cui sottoscrizione ho avuto il piacere di presenziare, verranno definite specifiche linee di accoglienza e di intervento per accompagnare i bambini autistici nei servizi dell’infanzia (comunali, statali e convenzionati) e scolastici. Si tratta di un’iniziativa unica in Italia, che mette a disposizione di bambini e ragazzi, dall’asilo fino alla scuola media, la possibilità di usufruire di una consulenza specialistica, una volta al mese, presso la scuola di appartenenza, offerta dal Comune. Inoltre, saranno coinvolti educatori specializzati per costruire percorsi personalizzati con ogni bambino. Questo modello innovativo ha lo scopo di garantire a tutti gli studenti granarolesi, bambini e adolescenti, un intervento psico-educativo adeguato alle singole e particolari esigenze.

L’impegno della comunità di Granarolo in favore dei ragazzi autistici non coinvolge solo la scuola, ma anche le vie e i negozi del paese, grazie ad un secondo protocollo che ANGSA ha sottoscritto con il comitato dei commercianti GranCentro, il Tavolo del volontariato sociale, l’associazione di musicoterapia Ali e Mani, istituti bancari come BCC Felsinea, ed è aperto a tutti coloro che vorranno aderire. Questo progetto diffonde la cultura e la conoscenza dell’autismo fra i cittadini. Presso i negozi, la filiale della banca e gli uffici delle associazioni granarolesi aderenti, sarà distribuito un kit contenente un vademecum formativo sui comportamenti da seguire in caso di accoglienza di una persona autistica e un adesivo con il logo.

Credo sia un esperimento molto interessante, che potrà poi essere esteso ad altri luoghi ed anche ad altre patologie che rendono le persone fragili e bisognose di una accoglienza particolare.

In questi giorni, poi, a Bologna, è stato presentato il progetto Rain Man, iniziato nel gennaio 2017 dalla collaborazione di ANGSA BolognaAzienda USL di Bologna, ed Alstom Bologna (centro di eccellenza per la progettazione e realizzazione di soluzioni per il segnalamento ferroviario). Quattro ragazzi con disturbo dello spettro autistico ad alto funzionamento, sono stati inseriti, attraverso un percorso di formazione e accompagnamento, nel team Alstom di Bologna, specializzato in attività di verifica e test di impianti. Ogni mattina si recano in azienda ed affrontano la giornata lavorativa assieme ai loro colleghi d’ufficio, incluse pausa caffè, pranzo alla mensa aziendale, conferenze telefoniche, riunioni di team.

Si tratta, anche in questo caso, di un’esperienza d’inclusione nel mondo del lavoro unica in Italia. Accompagnati dagli educatori del Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda Usl di Bologna e da un team di ingegneri Alstom, i protagonisti del progetto hanno compiuto una prima fase di tirocinio professionale per acquisire le competenze di analista programmatore, per poi essere assunti a tempo indeterminato. Per ognuno sono stati definiti obiettivi specifici e personalizzati, riguardanti le abilità lavorative e quelle sociali. Durante il percorso di formazione sono stati affrontati e risolti piccoli ostacoli legati alle situazioni personali e familiari, per facilitarne l’ingresso nella realtà professionale dell’azienda. Prima dell’inizio del tirocinio e nel corso dell’anno, sono stati realizzati corsi di formazione specifica per i dipendenti di Alstom, e riunioni periodiche di verifica con i responsabili dell’azienda.

Grazie a tutti quanti si sono impegnati a promuovere ed operano in questi percorsi di inclusione, occasione di arricchimento vero della comunità, a tutti e in particolare all’associazione delle famiglie che da anni lavora con serietà stimolando il servizio pubblico, coinvolgendo forze e risorse private, facendo tanto anche in prima persona.

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