Il riordino delle partecipate e il ruolo della politica

13 marzo 2018 Economia

L’Assemblea Legislativa ha approvato il progetto di legge “Razionalizzazione delle società in house della Regione Emilia-Romagna”, di cui sono stato relatore di maggioranza. Di seguito la sintesi del mio intervento in Aula.

Si tratta di una legge autorizzatoria che prevede la fusione di Aster, Ervet e un ramo d’azienda di FBM, che diventeranno Art-ER, e la fusione per incorporazione di Cup2000 in Lepida. ART-ER opererà nel campo della programmazione e valorizzazione territoriale, mentre Lepida nella realizzazione dell’agenda digitale con particolare attenzione al settore sanitario.

Rispetto al progetto iniziale, che prevedeva una suddivisione di Cup 2000 in una parte che si sarebbe fusa con Lepida ed una che rimaneva autonoma, a valle di un percorso che ha implicato anche un confronto con le organizzazioni sindacali sul futuro del personale, si è arrivati all’attuale formulazione per cui Cup2000 entra per intero in Lepida.

Il ruolo delle partecipate è cambiato nel tempo, diverse delle società di cui parliamo è nata quando la legislazione era totalmente differente rispetto all’attuale, e i cambiamenti intervenuti hanno inciso sulle modalità operative e sugli indirizzi strategici di queste società. Un punto di svolta è stata la legislazione che ha previsto la modalità “in house” e la scelta di percorrerla. Poi il codice degli appalti (dlgs 50/2016) e il testo unico sulle partecipate (dlgs 175/2016) sono intervenuti a dare un quadro di regole che concretizzano la responsabilità di fare parte di un sistema pubblico. C’è l’impegno dei soci, e quindi in primis della Regione, di esercitare il controllo analogo con strumenti e procedure amministrative ma non solo. Sottolineo che la legge prevede, al di là degli accorpamenti previsti, ulteriori sinergie ed economie di scala.

Visti gli aspetti tecnici, dal punto di vista politico credo sia importante riaffermare l’importanza delle società partecipate per la promozione di servizi migliori per i nostri cittadini. Vorrei farlo uscendo dalla retorica per cui chi governa vede tutto perfetto e chi è all’opposizione come tutto da cambiare. Dobbiamo essere capaci di riconoscere i punti di forza e i risultati ottenuti dalle partecipate, e accanto ad essi i margini di miglioramento. Per questo è importante che nella definizione degli indirizzi strategici e nell’individuazione delle priorità la politica possa giocare fino in fondo il suo ruolo.

Non solo la Giunta quindi, ma anche l’Assemblea Legislativa: lo strumento che abbiamo individuato, in quello che nella nuova formulazione uscita dal lavoro della Commissione è diventato l’articolo 2, è quello del DEFR. Il percorso di questo provvedimento, che ha scadenze definite nel corso dell’anno, sarà l’occasione per entrare nel merito, sia nella definizione degli obiettivi che nella valutazione del loro effettivo raggiungimento, interagendo con chi rappresenta la regione nei consigli di amministrazione di queste società.

Quando parlo di importanti risultati raggiunti, penso ad esempio al ruolo svolto da Lepida per consentire l’accesso alla rete e diminuire il “digital divide”; oppure all’importanza del fascicolo sanitario elettronico, introdotto da Cup 2000, per la fruizione del diritto all’accesso alla sanità pubblica e universale. Ora la nuova Lepida potrà focalizzarsi su come realizzare l’ospedale digitale, o come garantire servizi domiciliari e di e-care che ci consentano di fare fronte all’invecchiamento della nostra popolazione. Per farlo, a mio avviso occorre che cerchino di operare senza sovrapporsi al mercato ma cercando di colmare i vuoti per soluzioni di cui abbiamo davvero bisogno e che il mercato non è in grado di offrire.

In modo analogo penso all’importanza di riuscire ad impiegare tutti i fondi europei, risultato che la nostra Regione consegue da tempo anche grazie al contributo di Aster e di Ervet. Ora la sfida per ART-ER, a mio parere, è ad esempio interrogarsi su come massimizzare il risultato dell’uso di quei fondi, valutando l’efficacia non tanto sul numero di progetti finanziati quanto sui risultati duraturi ed i benefici indotti in modo stabile sull’economia emiliano romagnola.

In conclusione, abbiamo sfide importanti che potremo vincere accettando di confrontarci sul merito, di ragionare insieme sulle priorità, superando logiche statiche e rendite di posizione, col coraggio di adottare parametri basati sulla misurazione dell’efficacia. Possiamo farlo riappropriandoci pienamente delle nostre prerogative di guida e del controllo, in questo caso, del sistema delle partecipate. E abbiamo l’ambizione, con questa legge, di fare un passo avanti importante in questa direzione.

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