La storia di Weisz e il dovere della memoria

22 gennaio 2018 Memoria, Riflessioni

Ho rappresentato l’Assemblea Legislativa all’inaugurazione della mostra su Arpad Weisz, realizzata dal Museo Ebraico di Bologna, in occasione della Giornata della Memoria 2018.

Campione di calcio in Ungheria, Weisz fu allenatore dell’Inter e di altre squadre in Italia, fino ad approdare al Bologna nel 1935. Con lui la squadra vinse due scudetti e la Coppa del Torneo dell’Esposizione a Parigi, ed era avviata a vincere il terzo scudetto con quell’allenatore quando la carriera di Weisz si interruppe bruscamente nell’ottobre del 1938. Era infatti ebreo ungherese, e fu costretto a lasciare l’Italia a causa delle leggi razziali. Si trasferì con la sua famiglia prima a Parigi, poi in Olanda, che considerava un posto sicuro e al riparo dalle persecuzioni nazifasciste. Le cose purtroppo andarono diversamente, e dopo l’invasione tedesca dell’Olanda, nell’agosto del 1942 i Weisz furono arrestati dalle SS. La moglie ed i figli furono deportati ad Auschwitz, dove morirono immediatamente, mentre Arpad finì dapprima in un campo di lavoro, poi nel campo di sterminio di Auschwitz, dove morirà il 31 gennaio 1944.

La sua è una delle storie dei tanti milioni di persone, perseguitate dalla follia nazista ed uccise nei campi di concentramento. Un frammento di storia della città di Bologna, e dei successi della sua squadra di calcio, che si incrocia con la vergogna delle leggi razziali e con l’immane tragedia dell’olocausto. Diverse persone e istituzioni hanno lavorato per fare riemergere la storia esemplare di Arpad Weisz dall’oblio in cui per decenni era rimasta, e a tutte loro va la mia gratitudine, perché è nostro dovere raccontare, tramandare, far conoscere alle giovani generazioni l’orrore del nazifascismo, come insegnamento e monito per il presente e per il futuro.

Un impegno, quello sulla memoria, quanto mai necessario, a giudicare da un insieme di episodi recenti in cui riaffiorano rigurgiti di ideologie pericolose: basti pensare alle vicende che hanno riguardato i campi di calcio, anche nel nostro territorio. Se alla base di tutto questo c’è una terribile ignoranza della storia, è dovere di tutti noi impegnarci per porvi rimedio.

La mostra consiste nell’esposizione di tavole illustrate tratte dal volume di Matteo Matteucci “Arpad Weisz e il Littoriale”, ed è visitabile al Museo Ebraico di Bologna fino al 18 marzo 2018.

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