Il rumore aeroportuale su Bologna Nord

10 novembre 2017 Ambiente

Ormai da diversi anni i residenti della zona nord della città, che si trova sulla direttrice dell’aeroporto, subiscono i disagi causati dal rumore dei velivoli in decollo e atterraggio. Per attutirne gli effetti sarebbe fondamentale spostare lo svolgimento di queste manovre quanto più possibile dal lato ovest della pista, ossia lungo la direzione opposta alla città (verso Bargellino).
Dai dati disponibili, risulta che dal 2009 al 2014 i due terzi dei decolli avvenivano verso Bologna, poiché l’ILS (Instrumental Landing System, utile per gli atterraggi) era installato solo verso ovest, rendendo complicato il decollo dalla stessa parte. Il quadro cambia a partire dall’anno successivo, quando il sistema è stato collocato anche verso est. Ciò ha reso possibili sporadiche riduzioni, anche significative, del numero dei decolli verso la città, ma come si evince dai grafici si nota come negli ultimi anni i decolli verso la città siano attorno al 30% dei movimenti totali, e con l’aggiunta di un 10% circa di atterraggi i movimenti che riguardano il cielo sopra la città costituiscano circa il 40% del totale. Si tenga conto che il 30% dei movimenti totali (che sono ovviamente per metà decolli e metà atterraggi) significa che ancora oggi comunque circa il 60% dei decolli avviene verso la città. C’è da chiedersi però come mai, ad esempio, nell’ottobre del 2015 i decolli verso la città siano stati il 18% dei movimenti ma questo sia rimasto un caso isolato.
Insisto su questo punto perché il rumore che molesta i cittadini certamente in parte dipende dalle traiettorie seguite e dall’aderenza dei piloti alle prescrizioni (ed è su questo aspetto che insistono le possibili sanzioni), ma per lo più deriva dalla scelta del lato della pista utilizzato per gli atterraggi e per i decolli. Tenendo conto che il rumore prodotto da un aereo in decollo è circa tre volte superiore a quello che si registra in atterraggio, e che naturalmente la rumorosità dipende anche dal tipo di aeromobile, è quindi decisivo indagare i criteri in base a cui viene stabilito il verso – ovvero il lato della pista – in cui la torre di controllo indirizza le operazioni di decollo e atterraggio. Quando si chiede in base a quali criteri venga effettuata questa scelta, la risposta cita sempre per prima cosa la sicurezza del volo e dei passeggeri, ma poi è chiaro che vi sono anche altri aspetti che vengono considerati, più legati a motivazioni logistiche e di aderenza agli orari. Ma non disponiamo di una casistica precisa, ossia quanti sono i casi in cui la scelta del “verso” avviene per considerazioni legate alla sicurezza – che ovviamente è il criterio che deve avere la massima priorità – e quanti sono quelli in cui invece ad essere considerati sono altri fattori.
E’ evidente che, ad esempio, in condizioni meteorologiche avverse, la scelta del lato della pista sia finalizzata a minimizzare i rischi per la sicurezza dei decolli e degli atterraggi. Ma quanti sono questi casi? Un indicatore importante è costituito dall’operatività notturna, in cui ci è stato riferito essersi registrata una notevolissima riduzione dei decolli verso la città, che sarebbero passati da circa 150 al mese a 10-15. Se assumiamo che i residui decolli notturni verso la città siano quelli resi necessari da motivi di sicurezza e i restanti – ossia quelli che prima avvenivano e attualmente non accadono più – siano quelli dovuti ad altre considerazioni non di sicurezza, l’esperienza notturna indicherebbe che il 90% dei decolli verso la città non avvengono per motivi di sicurezza e sono dunque candidati a essere svolti dal lato opposto.
Ora, è presumibile che sia più agevole comprimere le esigenze logistiche durante le ore notturne, quando il traffico aereo è meno intenso, rispetto al corso della giornata in cui il traffico è intenso. Ma sarebbe già una indicazione importante stabilire quale percentuale dei decolli che avvengono verso la città è dovuta a (incomprimibili) esigenze di sicurezza, e conoscere quindi quali sono i margini di efficienza su cui lavorare. Ovvero comprendere quanti sono i decolli che avvengono verso la città per motivi legati al rispetto degli orari, alla lunghezza della traiettoria, all’economia di carburante o altro ancora. Su questi decolli (verso la città) evitabili si potrebbe aprire una riflessione, perché ad esempio si potrebbe discutere se ha più senso avere 3 minuti di ritardo ma evitare un decollo verso la città, oppure viceversa.
Di questi temi si è discusso in una interessante udienza pubblica promossa dal quartiere Navile il 9 ottobre scorso, a cui anch’io ho partecipato. L’assenza di ENAV, unico fra gli enti coinvolti a non essere presente in quell’occasione, ha impedito di avere ulteriori ragguagli in quella sede su questo punto di merito. La vaghezza delle risposte ascoltate su questo punto mi pare un indizio sufficiente a sospettare che si preferisca non dover tenere in conto più di tanto il tema del rumore sulla città, nella gestione che immagino complessa dei movimenti aeroportuali. Ho quindi deciso di presentare una interrogazione finalizzata ad ottenere dati utili a conoscere e a valutare i margini possibili di efficienza su cui si potrebbe lavorare per ridurre il numero di decolli e di movimenti verso la città.
Il tema delle sanzioni a chi non rispetta le indicazioni sulla traiettoria di volo (che poi si sostanzia di solito in una rapida virata per togliere l’aeromobile dal cielo sopra la città, cosa che però non risolve il problema per la zona di Navile più prossima alla pista), è comunque importante ed è positivo che si sia iniziato ad applicarle. Come pure è utile la riflessione sull’IRESA, l’imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili civili, che però deve essere applicata in modo uniforme e puntuale su tutto il territorio nazionale se si vuole evitare che un’applicazione a macchia di leopardo si traduca di fatto nell’incentivare o meno un aeroporto rispetto ad un altro. Ma, ribadisco, il grosso del miglioramento possibile è a mio avviso contenuto nella scelta del lato della pista per le operazioni di volo. E per questo preferisco concentrarmi soprattutto su questo argomento.

[Ringrazio Paolo Serra e il comitato di residenti per i dati che mi hanno fornito]

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