A proposito dell'indipendenza dall'economia

27 luglio 2017 Interviste

Nella mia intervista al Resto del Carlino – Bologna, oggi in edicola, dico alcune cose scomode.
A volte occorre dire cose scomode, anche se mi costa fatica criticare scelte di persone cui voglio bene. Ma proprio perché voglio bene alla mia città e al mio partito, credo che sia doveroso dire la verità e lavorare per correggere gli errori.
Non ho paura né di congressi unitari né di congressi competitivi, ma mi fa paura chi predica unità o divisione parlando in modo generico e senza chiarire su quale progetto dovremmo unirci o su quali temi dovremmo contarci.
Scrivere lunghi documenti pieni di vaghi buoni propositi parlando di cambiamento e poi stare muti come pesci appena c’è la possibilità di incidere (che si parli di interramenti ferroviari senza raddoppio, di bilanci di Tper, di futuro e nomine nella Fiera, solo per citare gli ultimi tre esempi) è un esercizio che trovo francamente inutile.
Per cambiare le cose, bisogna dire come e poi essere conseguenti anche se costa fatica, con gentilezza ma con coraggio, per davvero.

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