Detenuti che studiano: l'esperienza bolognese

16 giugno 2017 Scuola e formazione

Quaranta detenuti iscritti all’università, fra cui anche alcune donne. La facoltà più richiesta è Giurisprudenza, ma non mancano Agraria, Lettere, Storia, Scienze, Beni culturali, Scienze politiche. All’interno del carcere bolognese della Dozza è attivo un polo universitario, per permettere ai detenuti di laurearsi. Ieri mattina si è svolta l’audizione in Commissione dei responsabili di questo progetto, promosso dall’Università di Bologna, da ER.GO e dalla Regione. Si tratta di una grande occasione di confronto fra i detenuti e la comunità esterna, attraverso il rapporto con i professori e le altre figure di supporto, come tutor o assistenti. In tre anni di attività si è passati da 26 a 40 iscritti. L’obiettivo è rendere il percorso di chi studia in carcere il più possibile vicino a quello di uno studente che può frequentare le lezioni e confrontarsi con i propri docenti. A questi studenti viene assegnato un contributo economico di 400 euro: 157,64 euro per le tasse d’iscrizione ed un’ulteriore quota di 242,36 euro a fronte di requisiti di merito. Fondamentale è il contributo dei volontari, docenti e tutor, una settantina in tutto. Molti sono studenti che si specializzano in alcune materie e si recano periodicamente in carcere per aiutare i detenuti a prepararsi agli esami. Vi sono poi professori universitari che accompagnano i singoli studenti per tutto il corso di laurea. Prezioso è infine il contributo di professori di liceo in pensione, che mettono a disposizione di questi studenti la professionalità e l’esperienza accumulati nei lunghi anni di insegnamento.  La logica di questo progetto, tutt’altro che assistenziale, è un investimento sul presente e soprattutto sul futuro di queste persone: abbassare la recidiva, favorire il reinserimento, aiutare nel post carcere. Le difficoltà sono ancora tante, in parte legate ai servizi ed alle modalità di fruizione della didattica, ma anche e soprattutto nella definizione di percorsi di inserimento lavorativo all’uscita dal carcere.

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