Integrazioni sanitarie e buona politica

23 maggio 2017 Sanità

Stamattina in commissione sanità ho espresso il mio parere positivo sulla proposta di legge per l’unificazione delle due aziende sanitarie di Reggio Emilia, che ci consentirà di migliorare il servizio reso ai cittadini di quel territorio. Facciamo un passo avanti ulteriore nel cammino che ci ha portato a ridurre di molto la frammentazione che caratterizzava anni fa il tessuto delle aziende sanitarie in Regione.

Nel farlo è bene però essere consapevoli che occorre esplorare anche altre strade per razionalizzare e creare sinergie, perché non si potrà procedere ancora molto oltre nelle fusioni e negli accorpamenti. Per esempio, sono personalmente convinto che il tema dell’informatizzazione delle aziende sanitarie vada affrontato su scala regionale, e non è che per farlo sia necessario arrivare a creare una azienda unica emiliano-romagnola, per intenderci. Mi auguro che quando discuteremo in Assemblea Legislativa del riordino delle partecipate si possa mettere a fuoco questo aspetto, e forse potremmo provare a farlo anche prima, senza aspettare quell’occasione. E questo, ripeto, è solo un esempio.

Anche per quanto riguarda il territorio bolognese credo sia giusto svolgere una riflessione. Abbiamo sentito proposte di accorpamento, ipotesi di integrazione fra aziende che restano distinte, ora c’è il lavoro della commissione di esperti che è stata costituita per studiare appunto un quadro integrato a livello metropolitano (a proposito, buon lavoro!).

Bene il lavoro preparatorio dei tecnici, fondamentale il ruolo dei sindaci e dei rappresentanti massimi delle istituzioni, ma dovremo discuterne a fondo nelle commissioni e in aula, ma anche in sede politica e di partito: perché solo facendo ognuno fino in fondo la propria parte possiamo avere l’ambizione di prendere le decisioni giuste e di riavvicinare la politica ai cittadini.

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