La nostra memoria del novecento

18 febbraio 2016 Memoria

dopoguerra-piazzaQuando si parla di “memoria” il nostro pensiero corre alle montagne della nostra Regione, alle sue colline, alle strade e alle piazze, ai luoghi della Resistenza partigiana ed antifascista, alle immagini della strage della stazione di Bologna, ai resti dell’aereo di Ustica, ed a tanti altri luoghi ed eventi, scolpiti nella mente di ciascuno di noi, per averli conosciuti attraverso le lapidi che li ricordano, i racconti di chi c’era, le testimonianze raccolte, i musei ed i documenti. Idealmente vorrei che tenessimo la seduta dell’aula che discuterà la legge sulla Memoria in tutti questi luoghi, mentre prendiamo il testimone di una storia che è parte di noi, e che getta le radici per progettare il futuro non solo della nostra Regione o del nostro Paese, ma dell’Italia e dell’Europa che vogliamo costruire.

Proprio stamattina si è concluso l’iter di questo progetto di legge nella Commissione V, da me presieduta, con l’approvazione di numerosi emendamenti, frutto di un lavoro intenso e collaborativo. Occorreva, innanzitutto, superare la frammentazione legislativa in materia: pertanto il progetto di legge ‘Memorie del Novecento – Promozione e sostegno alle attività di valorizzazione della storia del Novecento in Emilia- Romagna’ inquadra in un unico testo normativo la memoria dei fatti che hanno segnato la storia della nostra comunità regionale, della sua coesione sociale e della sua crescita culturale.

Dopo l’approvazione del testo in aula, che dovrebbe avvenire all’inizio del mese di marzo, all’Assemblea Legislativa spetterà la promozione di iniziative mirate alla diffusione della cultura della memoria e della pace tra le nuove generazioni, e il sostegno di interventi finalizzati a mantenere viva, rinnovare, approfondire e divulgare la memoria dei fatti e degli avvenimenti per le generazioni attuali e future. In particolare, gli interventi regionali saranno rivolti allo studio ed alla ricerca storica, alla promozione di iniziative culturali, educative e formative, alla conservazione e valorizzazione dei luoghi della memoria.

Fondamentale è il riconoscimento del ruolo e dell’attività degli istituti storici, delle istituzioni culturali che a vario titolo sovrintendono ai luoghi della memoria, delle associazioni partigiane, combattentistiche e reducistiche presenti sul territorio regionale. Queste realtà sono state coinvolte nell’iter di formazione della legge, anche attraverso un’udienza conoscitiva che ha raccolto numerosi contributi ed interventi (Fondazione Casa di Oriani di Ravenna, Associazione dei familiari delle vittime della strage del 2 Agosto alla stazione di Bologna, Istituto Alcide Cervi, Fondazione Millennium, Associazione nazionale mutilati e invalidi di guerra, Comunità ebraica bolognese, Associazione nazionale partigiani, e molte altre). A testimonianza di quanto sia forte e concreta l’attenzione verso queste tematiche un dato: nel biennio 2016-2017 verranno stanziati circa 2 milioni di euro per dare attuazione a questa legge. Non solo parole, dunque, ma un investimento reale e tangibile.

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