Farmacie, turni, reperibilità notturna (and more)

16 febbraio 2016 Sanità

vignetta-legge-farmacieLe farmacie potranno essere abilitate a svolgere il turno notturno in modalità di reperibilità, ma dovranno garantire la consegna del farmaco entro 30 minuti dalla telefonata del cittadino. E tutte le informazioni sui turni saranno fruibili anche sul web, in modo pratico e moderno. E’ questo il senso dei principali emendamenti che ho proposto come relatore della legge che oggi è stata licenziata dalla Commissione IV in modo da essere approvata nella seduta d’aula della settimana prossima.

La nuova legge sulle farmacie nasce dalla necessità di adeguare la normativa regionale alla luce delle modifiche legislative nazionali introdotte dal DL 1/2012, che aveva creato vuoti, incoerenze e dubbi interpretativi sulle competenze dei diversi enti, complicati ulteriormente dalla L 56/2014 sulla riforma delle Province. Sulla base dei principi contenuti nella legge regionale 13/2015 (cosiddetta del “riordino”) questa legge definisce le competenze di Comuni e Regione (nonché Aziende USL) sul servizio farmaceutico, e pone le basi per il funzionamento di questi esercizi, che non costituiscono solo un servizio, ma anche un fondamentale presidio sanitario diffuso sul territorio.

Una delle questioni più delicate che abbiamo dovuto affrontare è per l’appunto quella dei turni notturni. I farmacisti infatti lamentano che vi sono turni notturni in cui in farmacia non si presenta nessuno, o quasi. Naturalmente capita più spesso quando la farmacia è collocata in contesti rurali, ma può succedere anche in città. È evidente che l’obbligo per il farmacista di passare la notte, a volte senza nemmeno rendersi utile, rappresenta un costo. Da qui la richiesta di rendere possibile l’effettuazione del turno notturno in reperibilità, già prevista nel testo di legge varato dalla Giunta solo per i comuni piccoli (sotto le 5 sedi farmaceutiche): su autorizzazione del Comune chi si reca in farmacia suona il citofono e il farmacista deve arrivare entro 30 minuti. I rappresentanti di categoria e dell’associazione dei comuni hanno avanzato all’assemblea, quindi in primis a me come relatore della legge, la richiesta di allargare questa possibilità ai comuni più grandi.

Ma era chiaro che dare a tutti i Comuni la possibilità di concedere l’effettuazione del turno in reperibilità poteva significare un bel risparmio per le farmacie ma anche un potenziale peggioramento del servizio ai cittadini: chi avesse bisogno di un farmaco di notte, dovrebbe andare a suonare un citofono e aspettare mezz’ora fuori (magari al freddo). Per individuare un punto di equilibrio, la Giunta aveva deciso di distinguere fra comuni piccoli e grandi.

La soluzione che ho proposto, che è stata accettata e tradotta in emendamenti approvati in Commissione (il principale dei quali firmato insieme al collega Paolo Calvano) è quella illustrata all’inizio: la trasformazione della reperibilità citofonica (che prevedeva di andare davanti alla farmacia, suonare, attendere 30 minuti) in una modalità telefonica, che a questo punto consentirà ai cittadini di chiamare a telefono la farmacia di turno (i 30 minuti della reperibilità decorrono dalla telefonata) e accordarsi per andare a ritirare le medicine in farmacia entro mezz’ora. Non più attese per strada, ma una semplice telefonata che rende tutto più semplice sia per l’utente che per la farmacia.

Naturalmente occorre che l’informazione sui turni e sui numeri di telefono di reperibilità siano diffuse e fruibili: da qui l’introduzione di un nuovo articolo che regola le diverse modalità di fruizione (testo accessibile, grafica georeferenziata, open-data, sito ottimizzato anche per i cellulari) del servizio online di informazione, che sarà curato dalla Aziende USL su un portale dedicato o su una sezione del sito aziendale. Per me è una buona occasione – non lo nascondo – per riavviare il percorso verso la previsione del portale unico di informazione sanitaria orientato primariamente ai cittadini (e non alle aziende sanitarie).

Pfarmaciaer finire, va da sé che la scelta se concedere o meno la modalità della reperibilità è in capo ai Comuni, non è una facoltà della singola farmacia. E’ poi vero che se durante una notte in reperibilità si ricevono molte chiamate, si finisce inevitabilmente per stare in farmacia, e a quel punto il cittadino si sentirà rispondere al telefono “venga pure, sono già qui”. Inoltre gli emendamenti prevedono anche vigilanza sul servizio, norme precise su quali prodotti devono essere forniti anche di notte, e possibilità di sospensione della modalità in reperibilità per le farmacie che non rispettassero i termini del servizio.

Nella legge naturalmente c’è anche molto altro: il nuovo procedimento per la revisione della pianta organica delle farmacie, le modalità per l’assegnazione delle sedi, le nuove farmacie in luoghi ad alto transito, le norme per l’apertura di dispensari permanenti e stagionali, la consegna a domicilio dei farmaci, gli altri servizi erogabili in farmacia, le modalità di valutazione e vigilanza. C’è poi il principio dell’obbligo di disdetta delle prenotazioni, introdotto con un emendamento presentato dalla Giunta. Fra i diversi miglioramenti apportati al testo approvati in commissione segnalo anche una rinnovata attenzione sulle farmacie rurali (emendamento presentato da me insieme al collega Alessandro Cardinali), l’omogeneizzazione della procedura di assegnazione dei dispensari stagionali e non (emendamento mio e della collega Francesca Marchetti) ed altri miei emendamenti sui principi generali, sulla pianta organica, sulle farmacie nei luoghi ad alto transito, sulle ferie, sulla consegna a domicilio, sulla croce verde obbligatoria per le farmacie.

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