Buone notizie sulle liste d'attesa in sanità

15 dicembre 2015 Sanità

Visite specialistiche in RegioneLa situazione dei tempi d’attesa per esami e visite specialistiche indica un nettissimo miglioramento, che vale la pena sottolineare. In Emilia-Romagna oggi oltre il 90% delle prime visite e degli esami strumentali viene garantito entro i tempi previsti: 30 e 60 giorni a seconda della tipologia. A gennaio era garantito il 58% delle visite e degli esami strumentali, a luglio il 73%. Alcune prestazioni, particolarmente critiche a gennaio, oggi sono garantite entro la normativa nazionale e regionale: visita ginecologica (il dato era pari al 46% a gennaio, oggi viene garantita entro i tempi previsti nel 90% dei casi), visita endocrinologica (da 44% a 95%), visita gastroenterologica(da 58% a 97%), visita pneumologica (da 46% a 93%). Prestazioni diagnostiche in RegioneA Bologna, i dati sono in linea e in alcuni casi migliori di quello regionale, cosa che ha un valore ancora maggiore se si considera che proprio a Bologna si registravano fino ad alcuni mesi fa le maggiori criticità.

Gli interventi messi in campo comprendono una nuova programmazione e una diversa organizzazione dei servizi che erogano specialistica ambulatoriale e l’impegno a rendere ancora più incisivo il monitoraggio dei tempi di attesa ed il controllo dei risultati ottenuti. Inoltre, sono stati reclutati 149 nuovi giovani professionisti (116 medici, 23 infermieri, 10 tecnici sanitari), con un investimento di risorse pari a 10 milioni.

Visite specialistiche a BolognaQuindi la Regione ci ha messo 10 milioni in più. Significa che basta aumentare la spesa e il numero di prestazioni a disposizione dell’utenza per risolvere il problema? Certo che no: occorre anche lavorare sull’appropriatezza e sulla coscienza di un uso corretto delle prestazioni sanitarie da parte di tutti. Anche dei cittadini: per questo dal 1° marzo 2016 chi non si presenta all’appuntamento senza disdire paga comunque il ticket previsto per la prestazione. Teniamo presente che la mancata disdetta delle prenotazioni vale il 15-20% dell’offerta, una quota decisamente rilevante. E il provvedimento riguarda tutti i cittadini, comprese le persone che hanno diritto all’esenzione, perché l’esenzione è dal ticket e non dalla correttezza.

Prestazioni diagnostiche a BolognaCome si deve fare? I cittadini troveranno nella prenotazione la data entro cui si può dare disdetta, chiamando il numero verde, recandosi negli sportelli Cup, oppure online. A partire da marzo sarà inoltre attiva un’apposita app regionale per effettuare la disdetta attraverso smartphone e tablet. Entro dicembre partirà una campagna informativa regionale rivolta ai cittadini.

Novità anche sul sistema di monitoraggio dei tempi di attesa: all’inizio dell’anno era trimestrale e da settembre è settimanale. Da metà gennaio 2016 i dati saranno consultabili nel sito web regionale dedicato ai tempi di attesa. Sono passi avanti importanti sulla fruibilità delle informazioni via Internet, anche se su questo fronte c’è ancora molto che si può (e si deve) fare.

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