Alcune idee sul cambiamento che serve a Bologna

24 giugno 2015 Politica locale

Testo dell’intervista pubblicata oggi sul Resto del Carlino – Bologna.


intervistaParuolo incalza Merola e chiede una svolta

«Delusa la speranza di cambiamento»
«Infrastrutture, cultura, scuola e legalità sulla casa: serve un’inversione di rotta»

di Andrea Zanchi

Giuseppe Paruolo, consigliere regionale del Pd, renziano: lei è stato tra i sostenitori di Merola in passato. Difficile pensare che non lo sarà anche per il suo bis.

«Ho sostenuto Virginio alle primarie del 2008, quando fummo in pochi a non seguire l’indicazione ‘prevalente’ su Delbono, e sono stato il primo ad aiutarlo nel 2010. Lo sostenni allora in base alla sua forte promessa di cambiamento».

E oggi?

«Faccio fatica a riconoscere la spinta di allora, e avverto il rischio di un ripiegamento».

Forse è anche colpa dello sfiancante dibattito interno al Pd sul primo cittadino…

«E’ vero, il dibattito si sta personalizzando sulla figura del sindaco e sulle procedure, col rischio di non vedere il merito dei problemi».

Intanto iniziano ad arrivare gli esiti dei primi sondaggi, e non sembrano nettamente sfavorevoli a Merola.

«Ben vengano i sondaggi e tutto quello che ci aiuta a capire cosa pensano i cittadini, ma vedere consegnata la discussione a questi strumenti e al dibattito sulle procedure, come la scelta se fare le primarie o no, mi fa pensare che siamo di fronte a un vuoto politico. Idee e contenuti non possono venire sempre alla fine».

Parliamo di cose concrete, allora. Cosa salva del lavoro della giunta fin qui?

«Ci sono cose buone fatte nell’urbanistica, nella sanità, con la raccolta differenziata e con le pedonalizzazioni. Ma restano aperti alcuni temi chiave su cui giungono segnali che non condivido. E sui cui auspico un deciso cambio di registro».

Quali?

«Infrastrutture, politica culturale, welfare educativo e legalità nelle politiche per la casa».

Sulle infrastrutture è nota la sua contrarietà al progetto attuale del Passante Nord.

«Perché si è andato trasformando nel corso degli anni, perdendo le sue caratteristiche fondamentali, e oggi è un Ogm indigeribile. Su questa opera vorrei che si dicesse cosa si ha intenzione di fare per risolvere i problemi della tangenziale senza perdere soldi e territorio agricolo. Ma non c’è solo il Passante».

Quali sono le altre criticità?

«I Crealis vanno bene, però bisogna chiarire chi ha le responsabilità del disastro del Civis, perché ci hanno detto con anni di ritardo che il mezzo non era omologato e che Atc ha pagato spese non dovute. Poi vorrei capire se, e chi, copre politicamente la scelta, sbagliata, di far entrare Tper in Marconi Express, e se si può marcare una distanza. Infine perché, dopo tanti anni, l’interramento dell’ex Veneta continua a essere sensato solo per gli automobilisti e non anche per il servizio ferroviario».

Capitolo cultura: se c’è un campo dove lo giunta à meno debole di altri, forse è proprio questo. Cosa c’è che non va?

«Non condivido la linea dl privilegiare solo alcuni a scapito di tutti gli altri, e non mi rassegno a un approccio quasi settario. Niente finanziamenti a pioggia, ma è troppo chiedere forme più trasparenti di bandi e assegnazioni che mettano tutti nelle condizioni di concorrere alla crescita culturale?»

Del welfare educativo l’amministrazione ha fatto una delle sue priorità. In cosa è mancata?

«Serve il coraggio di dire la verità, e cioè che Bologna spende più di quanto può permettersi. La soluzione non è continuare a dare la colpa al governo e ai tagli, mentre la sinistra che va di moda nei salotti promuove referendum e mobilitazioni per aumentare ancora la spesa comunale sulla scuola d’infanzia quando la copertura è superiore al 60% dei posti. Serve un progetto chiaro e coraggioso, da portare avanti con equilibrio e decisione. Non si può procedere con continui ‘stop and go’, come accaduto di recente sul trasferimento all’Asp degli operatori dei servizi sociali».

Su case ed emergenza abitativa la sua posizione è chiara da tempo, visti anche gli scontri con l’assessore al welfare, Amelia Frascaroli.

«Le istituzioni hanno il dovere di dare risposte ai bisogni facendo funzionare al meglio i servizi e difendendo sempre con forza regole e legalità, che sono a tutela prima di tutto dei più deboli. Trovo inaccettabile la demagogia di chi è nelle istituzioni e fornisce alibi a chi occupa case. La priorità dovrebbe essere quella di far funzionare come si deve Acer, affinché gestisca meglio, e con più mobilità, il patrimonio di case disponibili».

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