#pillolediprogramma 31-40

pillolediprogimgCompleto la pubblicazione delle 40 idee di programma, spesso derivanti da suggerimenti e segnalazioni ricevute, che mi impegno a promuovere e che offro al PD e al candidato presidente Stefano Bonaccini.  E ce ne sono altre che non sono riuscito a scrivere ma che porto con me…

31. Assistenza psicologica ai pazienti e umanizzazione delle cure

Il corpo umano nella sua complessità vive di equilibri talvolta particolarmente delicati: l’infanzia, l’età avanzata, le malattie genetiche, quelle neoplastiche… Alcune perché particolarmente gravi o cronicizzate, altre perché interessanti l’età produttiva, richiedono una risposta terapeutica complessa che non può limitarsi alla malattia stessa, ma che deve considerare la persona nella sua globalità. A questo proposito, il supporto psicologico aiuta il paziente ad affrontare la malattia e le difficoltà presenti nel percorso di cura, dalla comunicazione della diagnosi, all’ospedalizzazione fino alla riabilitazione, senza scivolare in forme di depressione reattiva che complicano la malattia stessa inficiandone la guarigione. Ciò riguarda anche i familiari dei pazienti. La letteratura scientifica più recente più volte ha sottolineato come il supporto psicologico in corsia, specie in reparti particolarmente delicati (geriatria,pediatria, pediatria, oncologia, chirurgia dei trapianti) dovrebbe essere considerato uno standard di cura per l’efficacia della cura stessa. Oltre che migliorare ad umanizzare la cura potrebbe indirettamente supportare lo stesso personale sanitario concorrendo alla prevenzione del burn-out lavorativo. Più in generale, occorre porre particolare attenzione all’umanizzazione delle cure e al prendersi cura del paziente come persona, anche inserendo tali aspetti fra gli obiettivi e i criteri di valutazione dell’operato di direttori generali e sanitari, e monitorando il grado di soddisfazione degli utenti. (Grazie a Gioacchino e Laura per i suggerimenti)

32. Per una migliore qualità della vita delle persone celiache

Si stima che, in Italia, 1 abitante ogni 100 soffra di celiachia, ma le diagnosi reali sono solo circa un quarto di quelle stimate. In Emilia Romagna, inparticolare sono 10.933 (circa 2 ogni 1000 abitanti). Occorre uno sforzo per migliorare la qualità della vita di queste persone (specialmente per i bambini e gli adolescenti), per far sì che non si sentano “diversi” percependo un mondo “ostile” fuori dalle mura domestiche. E’ opportuno allargare l’offerta dei prodotti alimentari “freschi” senza glutine (pane, pasta fresca, pasticceria, prodotti da forno, pizzerie di solo asporto ecc.) venduti sfusi (non preconfezionati), senza limitarne il commercio alla grande distribuzione e alle farmacie. Incentivare l’apertura di questo “mercato” ne aumenterebbe la concorrenza e, di conseguenza, migliorerebbe decisamente la qualità del prodotto. Quindi, è necessario aiutare i piccoli imprenditori di questo particolare settore alimentare anche attraverso agevolazioni fiscali ma, soprattutto, riducendo i tempi di attesa per ottenere la convenzione e il nulla osta alla vendita diretta dei prodotti con pagamento mediante i “buoni-acquisto” erogati mensilmente dalla Regione ai celiaci. Altrettanto importante accelerare l’iter per la dematerializzazione dei “buoni-acquisto” e trasferirli su carta magnetica da utilizzare come carta prepagata presso gli esercizi convenzionati, che ne trarrebbero un vantaggio riguardo ai tempi di riscossione: in altre Regioni questo servizio è già attivo. (Grazie ad Aldo per la sollecitazione)

33. Serve una svolta di grande concretezza sulle politiche per la famiglia

Dopo la VIA e la VIS (Valutazione d’Impatto Ambientale e sulla Salute rispettivamente) si parla ora della VIF dove la F sta per “Familiare” per valutare l’impatto dei provvedimenti sulla famiglia (l’idea è contenuta nel recente manifesto del Forum delle Associazioni Familiari). Credo costituirebbe una buona chiave di lettura per valutare quali scelte in effetti aiutano e quali invece creano problemi (spesso inutili) alle famiglie e in particolare alle famiglie con figli. Sarebbe più facile comprendere la necessità di una revisione del ticket sanitario, di cui ho già scritto, l’importanza di facilitazioni al credito, di dare sostegno alle esperienze di auto organizzazione fra famiglie, come micronidi, doposcuola e tagesmutter, l’applicazione del quoziente familiare ad imposte e servizi in cui sia sensato farlo. E ci aiuterebbe a spostare il dibattito sulla famiglia dal confronto ideologico ad un terreno in cui venire concretamente incontro alle necessità delle famiglie. A volte basterebbe poco, come ad esempio dare la precedenza nelle code per gli uffici pubblici, oltre che alle donne in gravidanza, anche al genitore che ha con sè bambini piccoli. Aiutare concretamente le famiglie è fondamentale per la coesione sociale e comporta importanti risparmi, come dimostra l’esperienza consolidata di altre regioni: in una società in cui il numero di persone sole tende a crescere sempre di più, portando con sé il rischio di fragilità in particolari momenti della vita, servirebbe un piano straordinario per favorire e aiutare chi scommette su legami duraturi e fecondi. Se mi perdonate l’analogia, anche per la società sarebbe utile la funzione “deframmenta” che c’è sui personal computer… (Grazie a Giuseppe e Stefano per le segnalazioni)

34. Il biologico per tutti e sostenibilità a tutto campo

Il biologico non deve essere un prodotto di nicchia e per questo non deve costare di più rispetto agli altri prodotti dell’agricoltura di qualità del territorio. Tutti debbono poter usufruire di questi alimenti, chi utilizza il biologico lo fa per la sua salute oltre che per la tutela dell’ambiente. Questi devono essere i nostri indirizzi, come Regione che sostiene il benessere della persona. Per fare questo bisogna stimolare una politica di aggregazione e recuperare il ruolo del nostro territorio nel sistema biologico nazionale ed europeo. Dobbiamo creare un sistema emiliano-romagnolo che unisca le imprese agricole con gli artigiani del commercio e la piccola distribuzione locale. Un vera politica territoriale dove il tipico si possa spesso identificare con il “bio”, e dove il tipico si colleghi all’artigianato locale, alimentare e non. Insomma la vera Italia dove si sta bene, non solo per mangiare ma anche per l’artigianato locale, per l’arte e la vera cultura. Senza dimenticarci di promuovere la sostenibilità anche con confezioni e imballaggi che siano magari meno d’immagine ma più orientati alla sicurezza del prodotto e alla riduzione dei rifiuti. (Grazie a Giuseppe e Paolo per i suggerimenti)

35. Un monitoraggio in continuo sull’avanzamento delle procedure per le opere pubbliche

Spesso intercorre un lungo tempo da quando un’opera pubblica viene dichiarata importante e quando finalmente viene realizzata, e nel prolungarsi dell’attesa spesso non si sa di chi o cosa sia la responsabilità del prolungarsi dell’attesa (che non è sempre solo una questione di risorse). Per amore di trasparenza, si potrebbe costituire una sorta di monitoraggio – consultabile via web – sullo stato di avanzamento delle procedure, in modo che in ogni momento si sappia con precisione di chi è la competenza del passaggio che si attende venga espletato, evitando la cortina fumogena del rimpallo delle responsabilità. Anche perché in alcuni casi l’attesa si prolunga per anni e nel frattempo qualcuno rischia di pagare prezzi alti per questo: è il caso ad esempio della rotonda all’uscita autostradale Interporto, incrocio particolarmente pericoloso soprattutto in alcuni orari di punta, annunciata da anni e ancora di là da venire. Alcune cose bisognerebbe riuscire a realizzarle prima che ci scappi l’incidente grave, non solo dopo: anche in questo campo prevenire è meglio che curare. (Grazie a Nicola per la segnalazione)

36. Dimore e rievocazioni storiche per valorizzare del turismo delle città

Le città della nostra Regione pullulano di palazzi storici, chiese ed altri edifici di rilievo culturale chiusi da tempo, talvolta in cattive condizioni o comunque non utilizzati. In questo l’esperienza delle giornate del FAI è illuminante: cittadini in fila anche a lungo per godere di un patrimonio culturale trascurato. Questo forte bisogno di identità va raccolto e valorizzato: la Regione può recuperare un ruolo di autentica progettazione, chiamando a raccolta le associazioni e ad esempio mappando le dimore storiche della Regione. Potrebbe seguire un programma di riapertura, con visite guidate, magari legato a mostre ed esposizioni per sfruttare le possibili sinergie turistiche. Le risorse possono venire, oltre che da sponsor privati e dall’impegno dei volontari, anche da un’attento uso dei fondi europei. Questa potrebbe essere anche l’occasione per una revisione e pianificazione su scala regionale delle rievocazioni storiche che tanto turismo richiamano. (Grazie a Roberto per la sollecitazione)

37. Tirocini formativi: considerare anche le situazioni più difficili

Nel quadro legislativo sui tirocini formativi ed il collocamento al lavoro occorre tenere conto anche di quella fascia di persone con problemi tali da non consentire nei fatti alcun accesso al mondo del lavoro se non in forma protetta e in luoghi specificamente dedicati alla riabilitazione, come le cooperative e le associazioni che si occupano di disagio. La recente legge sui tirocini formativi, che ha avuto il merito di aver riordinato una materia complessa, andrebbe integrata allo scopo di consentire ai servizi sociali di inserire persone in situazione difficile, che non avrebbero mai accesso alle aziende altrimenti, in percorsi protetti di lavoro che possano coinvolgere associazioni o soggetti del terzo settore che non sempre sono assimilabili alle aziende. (Grazie a Domenico per la segnalazione)

38. Per rilanciare l’affido familiare serve una collaborazione tra istituzioni e associazioni

L’affido familiare da un lato vede una crescita delle situazioni problematiche nelle quali non si realizzano le condizioni per cui il minore possa rientrare nella propria famiglia e quindi la situazione diventa permanente (affido sine-die); dall’altro vi è una oggettiva difficoltà a trovare famiglie affidatarie e infatti si registra una prevalenza del ricorso all’inserimento dei minori nelle comunità: una scelta sicuramente più facile, molto più costosa, molto meno efficace, perché non esiste un aiuto più intensivo e terapeutico della disponibilità di un ambiente familiare sensibile e attento. Nella scelta delle strategie per promuovere l’affido e cercare famiglie disposte a fare questa esperienza, non ci si può affidare solo a comunicazioni mediatiche istituzionali: è molto più efficace il passaparola e le testimonianze di vita in cui una famiglia che ha vissuto o vive l’esperienza racconta in modo credibile e coinvolgente il proprio percorso di vita. È quindi fondamentale, per rilanciare la cultura dell’affido, la collaborazione, il confronto e la co-progettazione tra ente pubblico e associazionismo, con contesti di confronto anche permanenti, una chiara suddivisione di ruoli tra pubblico e privato sociale, e con percorsi che vedano corresponsabilità dei risultati e chiarezza nella cooperazione dei diversi soggetti coinvolti. Sono strade che dobbiamo concretamente intraprendere. (Grazie a Monica per il suggerimento)

39. Più bici sui treni di tutte le tratte, ma con un’attenzione particolare alla Bologna-Porretta

Treno + bici rientra fra i temi su cui a parole siamo tutti d’accordo ma poi in pratica succede ben poco, o peggio diminuiscono i convogli in cui è possibile caricare biciclette, come è in effetti successo. Quindi #cambiaverso significa semplicemente fare seguire i fatti alle parole: servono più treni in cui ci si possa portare la bici al seguito. Su tutte le tratte, e in particolare sulla Porrettana, una linea su cui occorre tornare ad investire sul serio se vogliamo evitare che, a forza di fornare un cattivo servizio, a qualcuno venga in mente di chiuderla. Invece la linea Porrettana è un’infrastruttura indispensabile per il servizio di trasporto pubblico nell’area della montagna, inoltre rappresenta essa stessa un patrimonio storico e culturale che se salvaguardato e valorizzato, e che potrebbe fare da traino per un futuro sviluppo turistico della zona. Per restare in tema di bici, occorre assumere una iniziativa forte per unire i tratti esistenti e completare una ciclabile fra Porretta e Bologna, coordinata con la rete di ciclabili a lunga percorrenza che sta venendo avanti anche a livello sovraregionale. Sarebbe una cosa che richiamerebbe immediatamente turisti interessati, e che aiuterebbe anche a trovare nuova utenza per il treno. Per finire sul tema della ferrovia Porrettana, occorre che la Regione e la Città metropolitana promuovano una vera e ottimale funzionalità della linea, rimediando tra l’altro sul piano dell’accessibilità delle stazioni alle persone con disabilità, investendo sull’infrastruttura e operando una rimodulazione dei servizi di trasporto pubblico che porti ad una effettiva riduzione dell’uso delle automobili. (Grazie ad Anna Maria, a Sergio e a Danilo per gli spunti e i suggerimenti)

40. Serve semplificazione in nome di una visione

L’ultima pillola è in realtà un pillolone, perché tutti (tutti) non fanno che ricordare che serve una semplificazione che ci liberi da quella parte di burocrazia percepita come inutile o dannosa. I medici vorrebbero poter visitare i pazienti invece di passare metà del loro tempo nella compilazione di schede informatiche, gli imprenditori piccoli e grandi vorrebbero che la lunghezza delle pratiche non li mettesse fuori mercato, i cittadini vorrebbero evitare di fare delle code quando magari basterebbe scaricare un referto o un certificato da un sito web, un’associazione che vuole dare un rimborso spese a un giovane per intrattenere i bambini durante gli incontri vorrebbe non essere costretta a pratiche complesse quasi fosse un’azienda, non parliamo poi dei requisiti necessari se alcune famiglie si mettono insieme per aprire un mini-asilo-nido in casa. Un capitolo a parte lo meritano i danni inflitti in nome della normativa della privacy, su cui peraltro occorrerebbe aprire una riflessione meno ipocrita dei peana che ogni tanto si sentono: la certezza della legge italiana è una montagna di carte spesso inutili, poi quando servirebbe davvero la tutela spesso la questione si fa nebulosa. E’ assurdo, per esempio, che in nome della privacy se andate da un medico del Sant’Orsola non riusciate ad accedere al referto radiologico fatto in un reparto del Maggiore: queste cose non dovrebbero accadere mai, e sono le prime da risolvere. Altre regole assurde richiedono ad un cittadino che ha già ricevuto per email il risultato di alcuni esami di andare comunque a ritirare anche la versione cartacea. Oppure impediscono a medici che vorrebbero fare più del loro dovere di utilizzare attrezzature di cui dispondono e che ora giacciono inutilizzate per colpa di una circolare burocratica sorda e cieca. Serve quindi una vera stagione di semplificazione, ma per riuscirci non basta usare il buon senso (anche se sarebbe un bel primo passo): serve una visione. Non basta cioè dire: facciamo le stesse cose, ma in modo più semplice. Non basta perché non è affatto detto che dobbiamo sempre fare le stesse cose, forse occorre farne di diverse o serve cambiare i vecchi schemi. Ogni volta occorrerebbe chiedersi quali saranno gli effetti delle regole proposte, quali le conseguenze per le persone (e le famiglie), quali i costi e i benefici. Di più: serve una chiara visione degli obiettivi da raggiungere. Una visione ci farebbe comprendere che tanti eccessi di burocrazia a cui siamo soggetti nascono anche dal fatto che i tecnici della pubblica amministrazione spesso non hanno un obiettivo reale da raggiungere, uno scopo per cui battersi e che li faccia sentire utili. E se una classe di dipendenti pubblici, che tanto potrebbe fare per migliorare le cose, si sente fondamentalmente inutile, può capitare che si irrigidisca magari per il nobile scopo di avere la sensazione di meritarsi lo stipendio. Ecco perché serve una visione politica ampia capace di coinvolgere tutti in nome di comuni obiettivi. Meno burocrazia quindi, in nome di una visione comune. (Grazie a Fabio, Chiara, Franca, Giuseppe, Luca, Andrea, Stefano per gli spunti e le segnalazioni)

Un grazie di cuore a tutti quanti hanno fornito idee, suggerimenti, segnalazioni per le pillole pubblicate durante questa campagna elettorale. Naturalmente queste 40 #pillolediprogramma non esauriscono tutti gli spunti che ho ricevuto e che porterò ugualmente con me, e dunque un grazie di cuore va anche a coloro i cui suggerimenti non sono diventate “pillole”:

  • Gianni sul taglio degli sprechi
  • Pier Gabriele sui rapporti con Università e Industria
  • Paolo sulla difesa del commercio al dettaglio
  • Marco che propone l’idea di costruire un parco eolico in mare
  • Cristina per l’idea di mettere pannelli solari sui condomini solidali
  • Franca sui servizi igienici nelle città
  • Filippo sull’importanza di evitare quartieri-ghetto in cui si concentrano tutti gli immigrati e i casi sociali
  • Gianni sulla pulizia dell’ambiente dai rifiuti
  • Filippo sulla detraibilità delle spese sostenute per le scuole paritarie
  • Giancarlo sui corsi per la memoria e la prevenzione delle demenze
  • Marinella sull’informazione sui nuovi enti e la città metropolitana
  • Marco su open data per la trasparenza su pianificazione territoriale e istruzione
  • Maria Chiara sulla necessità di uniformare le tariffe delle discariche
  • Alfredo sull’apertura delle reti wi-fi delle pubbliche amministrazioni
  • Antonio su dieta e attività fisica per combattere sovrappeso e obesità
  • Elena sui percorsi clinici per l’allergologia
  • Giuseppe sull’agricoltura sociale
  • Filippo sulla promozione delle eccellenze industriali
  • Pier Gabriele sulla ricerca storica su alcune stragi ancora oscure
  • Ennio sui percorsi clinici per le multipatologie
  • Marina su ammortizzatori sociali e lavori utili
  • Sergio e Marina sulle liste d’attesa
  • Vito sul servizio idrico e di raccolta dei rifiuti
  • Alessandro sulle facilitazioni per le nuove imprese tecnologiche
  • Cesare sul dissesto idrogeologico e il ruolo degli agricoltori locali
  • Pietro sul’importanza della ricerca applicata
  • Chiara sulla riduzione dei rifiuti alla fonte e l’ampliamento della garanzia sui prodotti
  • Michele sui miglioramenti all’aeroporto di Bologna
  • Danilo su vari temi socio-assistenziali
  • Luca sul raggiungimento degli obiettivi energetici 20-20-20
  • Stefano sulle fusioni dei comuni e gli ambiti territoriali ottimali
  • Alfredo sull’accessibilità dei siti web delle pubbliche amministrazioni
  • Stefano a difesa del territorio destinato all’agricoltura
  • Sergio sull’istituzione della figura di un garante dei diritti degli utenti
  • Fabio sull’opportunità di un organo di conciliazione all’interno della pubblica amministrazione
  • Andrea sull’affiancamento di amministrativi a supporto dei clinici
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