Per un rilancio del portale bolognese della salute

6 aprile 2014 Sanità, Tecnologia, Trasparenza

20090406portalesalute03.jpgEsattamente 5 anni fa ci fu la presentazione di www.salute.bologna.it, il portale bolognese della salute. Un servizio che si fondava su due intuizioni tuttora attualissime: primo, che al cittadino interessa sapere di quali servizi può usufruire e non quale sia l’azienda sanitaria da cui tali servizi dipendono;  secondo, che è possibile offrire con semplicità servizi avanzati ed innovativi.

Per quanto riguarda l’orientamento al cittadino, ovvero l’indipendenza dall’azienda sanitaria, provate solo a fare un giro sui portali web delle aziende sanitarie del territorio bolognese: le trovate piene di informazioni, ma ovviamente uno deve sapere prima se gli interessa andare al Sant’Orsola (AOSP), al Rizzoli (IOR) oppure al Maggiore o in uno degli altri ospedali del territorio (AUSL). Per non parlare dell’ospedalità privata, convenzionata o meno, o dei servizi di prenotazione gestiti da Cup2000. Ognuno di questi enti mette avanti il proprio marchio, ma per l’appunto al cittadino interessa anzitutto il servizio. Nel portale www.salute.bologna.it ci sono ad esempio tutti i pronto soccorso a prescindere dall’azienda a cui afferiscono, e molto altro.

Per quanto riguarda l’innovatività, dove altro si trovano gli utenti in coda e i tempi di attesa di tutti i pronto soccorso in tempo reale? O una visualizzazione su Google Map degli ambulatori di tutti i medici di famiglia (in modo da poter capire dalla cartina quali sono i più vicini), delle farmacie, degli sportelli Cup (con utenti in coda e tempo di attesa stimato)? Ma se visitate il portale ve ne potete fare un’idea da soli.

Non insisto solo perché l’idea fu mia, ma perché tutt’oggi sono convinto che sia il modello giusto su cui investire. Non fu facile allora far collaborare le diverse aziende sanitarie per mettere in piedi il portale, perché – riconosciamolo – anche a chi svolge un servizio pubblico viene più spontaneo raccontarsi e autopromuoversi piuttosto che collaborare con altri per fornire un’informazione orientata al cittadino. In questi anni il portale ha continuato a funzionare, ma come contenuti è rimasto sostanzialmente quello che era 5 anni fa: una dimostrazione concreta di un modo nuovo di rendere servizi informativi sanitari sul web, una (per dirla in inglese) proof-of-concept già concretamente operativa. Una freccia piantata in Internet per segnalare la direzione da prendere, ma ancora largamente in attesa di essere seguita (la freccia) e riempito (il portale) di contenuti, magari collegati a quelli gestiti ed aggiornati dalle diverse aziende sanitarie.

La buona notizia di questa ricorrenza è che nei giorni scorsi ho avuto modo di parlare del portale con Luca Rizzo Nervo, attuale assessore comunale e presidente della CTSS bolognese, e coi direttori delle aziende sanitarie bolognesi, che mi hanno assicurato che stanno riprendendo in mano la questione per promuovere un rilancio di quel portale e della filosofia che lo anima. Bene! Anche perché in questo modo Bologna potrebbe segnare la strada da seguire anche nel resto della nostra regione…

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