Ma il SFM non si discute

20 giugno 2013 Mobilità

Nei giorni scorsi, con l’inaugurazione (oltre che della nuova stazione sotterranea dell’alta velocità) della stazione Mazzini, il Servizio Ferroviario Metropolitano bolognese ha fatto un altro passo avanti.

Diciamo la verità, non è che possiamo menar vanto della velocità con cui il SFM viene gradualmente realizzato: se guardiamo su Wikipedia, è dal 1994 che il progetto costituisce una priorità per il trasporto pubblico nel nostro territorio. Ma se da un lato occorre moltiplicare gli sforzi per procedere con maggiore celerità, dall’altro deve essere chiaro a tutti che il protrarsi dei tempi non può diventare un pretesto per rivedere al ribasso le caratteristiche essenziali del progetto.

L’accordo di programma del 2007 ha messo nero su bianco una configurazione con stazioni, linee passanti, capacità, frequenze e cadenzamenti. Nei mesi scorsi la Giunta regionale ha emanato gli indirizzi per la gara che FER farà per l’affidamento dei servizi ferroviari dei prossimi 15 anni. Il fatto che l’SFM fosse citato ma non pienamente previsto (ovvero con lacune ed anche qualche difformità rispetto all’accordo del 2007) ha fatto sorgere qualche dubbio. Peraltro non sarebbe la prima volta che un progetto subisce modifiche significative nel corso del tempo, come la storia del Passante Nord sta lì a testimoniare.

Bene quindi che l’Assemblea Legislativa abbia approvato ieri una nostra risoluzione che impegna la Giunta a chiarire ogni equivoco integrando l’atto per garantire piena coerenza con l’accordo di programma del 2007 (vedi anche qui). Il Servizio Ferroviario Metropolitano non si discute: bene, avanti.

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