Una soluzione per le aperture domenicali: a turno

11 aprile 2013 Altri servizi, Costume, Riflessioni

liberaladomenicaL’apertura sempre più frequente e generalizzata degli esercizi commerciali di domenica sta creando una situazione paradossale. Oltre a penalizzare i piccoli negozi, da un lato costringe imprenditori e lavoratori a sacrificare riposo settimanale, affetti familiari, socialità domenicale; dall’altro non si registra un aumento di consumi, di occupazione e di Pil, anche perché se i supermercati sono tutti aperti la domenica, spesso lavorano per pochi clienti. Non mi pare ci sia traccia del circolo economico virtuoso in cui probabilmente si sperava.

Come siamo arrivati a questo punto? L’art. 31 del DL 201/2011, il cosiddetto “decreto Salva Italia” dal 1° gennaio 2012 ha liberalizzato definitivamente in tutto il territorio nazionale il regime degli orari degli esercizi commerciali, superando di fatto l’obbligo di chiusura domenicale e festiva dei negozi. In precedenza la competenza era regionale, e in Emilia-Romagna si era trovato un buon punto di equilibrio tra i bisogni dei consumatori, la tutela dei lavoratori e le esigenze degli operatori commerciali.

Questo è il motivo per cui Confesercenti ed altre sigle stanno promuovendo un referendum (campagna “Libera la Domenica“) per abrogare quell’articolo e tornare alla situazione legislativa precedente: in pratica che le Regioni tornino ad avere voce in capitolo per la definizione e l’organizzazione degli orari. Fra chi ha dichiarato la sintonia con quell’iniziativa, anche la Regione Emilia-Romagna.

Ma io vorrei provare a fare un passo avanti, avanzando una proposta concreta: organizzare le aperture degli esercizi commerciali come si fa attualmente per le farmacie di turno. Farebbe bene all’economia perché il negozio aperto non avrebbe una concorrenza vicina (e si farebbe a turno, così da non penalizzare nessuno), alle famiglie perché libererebbe molto personale oggi impegnato nelle aperture, ai consumatori perché potrebbero fare acquisti anche di domenica, recandosi nell’esercizio che è di turno.

A me pare una soluzione di buon senso ed in grado di fare tutti contenti e salvaguardando valori non solo economici. Che ne pensate?

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