Qualche chiarimento sul Passante Nord

26 settembre 2012 Mobilità, Trasparenza

Sul Passante Nord prosegue il conto alla rovescia: entro la fine di novembre, secondo il verbale d’intesa firmato a luglio fra istituzioni, ANAS e Società Autostrade, si deve raggiungere una convergenza su tracciato e caratteristiche del progetto oppure tutto decadrà.
Mentre comprensibilmente esponenti dei settori economici premono perché il passante si faccia comunque e comitati e forze politiche avverse perché l’idea venga in ogni caso abbandonata, è significativo che esponenti delle diverse istituzioni coinvolte (Regione, Provincia, Comuni) nei giorni scorsi siano intervenuti per sottolineare come l’attuale progetto non vada bene ed occorra mettervi mano pesantemente per renderlo accettabile.
Premesso che sono pienamente d’accordo sul fatto che l’attuale progetto di Autostrade sia inaccettabile, e che auspico che il tavolo da poco costituito sia in grado di giungere ad una formulazione convincente e sostenibile per il nostro territorio, non posso però tacere un forte disagio per l’attuale situazione e per come si è venuta a creare.
Nei giorni scorsi ho espresso le ragioni di questo disagio in una riunione di partito, e diversi mi hanno risposto che in questo momento occorre concentrare i nostri sforzi sulla trattativa in atto e non serve focalizzarsi sul perché siamo arrivati fin qui. Ci stavo riflettendo sopra, perché da un lato vorrei confermare il mio sincero e leale sostegno allo sforzo che è in corso al tavolo della trattativa, dall’altro però vorrei evitare di aspettare dicembre rischiando poi di sentirmi rispondere che è tardi e a quel punto inutile porre questioni di metodo. Poi ieri sono uscite notizie sulla riunione di partito in questione cui l’assessore Peri ha replicato, e oggi ne scrivono in cronaca locale Carlino e Repubblica, e questo mi costringe a qualche chiarimento.
Lo spunto polemico ripreso dai giornali riguarda una frase contenuta nel progetto di Autostrade (è stato pertanto sviluppato un tracciato all’interno del corridoio che Regione Emilia Romagna e Provincia di Bologna hanno individuato e proposto, dopo aver sentito preliminarmente i comuni interessati”) e la lettera della UE del luglio 2010.
Della frase in questione avevo parlato nella mia newsletter del 13 settembre scorso (definendola “una cosa destituita di fondamento e proprio per questo davvero inquietante”) e nella riunione del 18 ho chiesto con forza che fosse chiesta una smentita ufficiale ad Autostrade. Per questo è del tutto infondato e fuorviante sostenere che io stia accusando di combine i sindaci del territorio, sindaci che hanno detto sempre e in ogni sede di non aver mai avallato il “passantino” e che per fortuna erano presenti alla riunione.
Oggi prendo atto che la frase è stata liquidata dall’assessore Peri come “un refuso, che è rimasto scritto nel documento perché Autostrade pensava di avere il tempo di condividere la proposta, ma il tempo alla fine non c’è stato”. Anche Autostrade poco fa è intervenuta per chiarire che “l’elaborazione dello studio di fattibilità è stato predisposto in assenza del coinvolgimento della Regione Emilia-Romagna, della Provincia di Bologna e dei Comuni di pianura interessati”. Apprezzo molto il chiarimento, anche se non è che faccia particolare onore all’acume di Società Autostrade il fatto di aver stravolto il progetto degli Enti locali senza coinvolgerli, né alla lungimiranza degli Enti locali aver firmato un verbale d’intesa – ultimatum in luglio per accorgersi pochi giorni dopo che il progetto in discussione è completamente diverso dal Passante del PTCP.
Già che siamo in tema di refusi, segnalo ad Autostrade che nella tavola CAP001-2 (Ubicazione campi e cantieri) c’è come data “giugno 2010” che è sicuramente un altro refuso, visto che tutte le altre tavole del progetto sono datate “luglio 2012”. Quanto alla mancanza di tempo, ricordo solo che in precedenza il verbale di intesa era stato chiaramente indicato come la premessa indispensabile per poter affrontare il merito della questione: “Solo con la formalizzazione da parte del Governo dell’incarico progettuale a società Autostrade sarà possibile dissipare ogni dubbio e valutare in modo concreto e chiaro eventuali razionalizzazioni che dovessero essere proposte”(dichiarazione del vicepresidente della Provincia Venturi dell’11 aprile 2012, condivisa con gli amministratori del territorio).
E’ in effetti un vero peccato che le eventuali razionalizzazioni (rispetto al progetto nel PTCP) si siano tradotte in un radicale cambiamento del progetto. Anche perché non è difficile capire, carta geografica alla mano e con un minimo di geometria in mente, che accorciare in modo significativo il progetto del passante è impossibile senza impattare in modo inaccettabile sui territori attraversati e senza cambiare alla radice la natura e l’impostazione dell’opera. Ringrazio Campos Venuti e Fallaci per averlo spiegato bene in un articolo sull’Unità lo scorso 8 settembre, ma forse era possibile arrivare a capirlo anche prima e da soli. Per questo avevo trovato preoccupante che dal 2010 si parlasse di via libera al Passante purché più corto senza che nessuno facesse rilevare che un passante corto era quanto meno un’altra cosa rispetto al progetto condiviso dal territorio. E i tracciati poi usciti sulla stampa e sempre smentiti, ma curiosamente simili al progetto poi presentato da Autostrade, non erano stati un bel segnale. Per questo avevo scritto un post preoccupato sul mio blog sei mesi fa e avevo ricominciato a seguire con attenzione la vicenda.
Ora siamo ad un punto cruciale, in cui c’è un tavolo di trattativa aperto e in cui come ricordavo all’inizio siamo tutti concordi sul fatto che il progetto di Autostrade vada radicalmente cambiato (vale a dire riavvicinato all’impostazione del PTCP). Aspettiamo di vedere i risultati, augurandoci che le cose vadano per il meglio. Se invece Autostrade si mostrasse indisponibile a mutare la propria impostazione, tanto più in quanto maturata senza coinvolgimento degli Enti locali, dovrà spiegare perché. Quanto alle “fantasie o dietrologie strumentali”di cui parla Peri e che su questa partita in effetti continuano ad aleggiare, mi permetto di osservare che forse per fugarle basterebbe un approccio di totale trasparenza, rendendo pubblici documenti di cui si continua a parlare come fondamentali, a partire dalla lettera della UE del luglio 2010.

PS Autostrade si metta cortesemente d’accordo anche con Anas che in un comunicato del 20 aprile 2012 aveva affermato: La definizione del cosiddetto ‘Passante di Bologna’ è stata oggetto di numerosi incontri che hanno portato il 3 novembre dello scorso anno alla condivisione di un ‘corridoio’ per la realizzazione dell’infrastruttura, durante una riunione tenuta presso l’Ivca, alla quale hanno partecipato i rappresentanti di Autostrade per l’Italia, della Regione Emilia Romagna e della Provincia di Bologna. In tale sede, sono stati definiti i contenuti del verbale di accordo da sottoscrivere per la definizione dell’opera.
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