Anche il costo del biglietto è strategia del trasporto pubblico

12 Luglio 2012 Mobilità

Foto di giokai421 su Flickr
Oggi in commissione trasporti si è discussa una petizione dei cittadini delle zone San Biagio e Ceretolo nel comune di Casalecchio di Reno che da qualche mese pagano il biglietto del bus maggiorato rispetto alla tariffa urbana che resta invece in vigore nel resto del territorio comunale. 
Non si tratta di un caso isolato, ma diffuso nella cintura bolognese: fino a qualche tempo fa i comuni sostenevano finanziariamente un costo con l’azienda di trasporto per consentire ai propri cittadini di usufruire della tariffa urbana. 
Ora, a seguito dei pesanti tagli ai bilanci degli enti locali, molti comuni non riescono più a permetterselo. In molti casi, come a Casalecchio, l’integrazione pagata dal comune copre solo gli abbonamenti e non i biglietti di corsa semplice, e capita quindi che ci siano zone dello stesso comune per cui vale la tariffa urbana ed altre per cui occorre pagare un biglietto maggiorato (tipicamente 2 euro invece di 1,20), e magari sono solo un paio di fermate. 
E’ un campanello di allarme che ci fa capire come lo schema che finora ha funzionato, alla luce della stretta finanziaria dovuta alla attuale crisi, fatica a reggere. E’ l’occasione per ripensare i meccanismi delle zone e le strategie del trasporto pubblico locale per attrarre utenza: quindi (se vogliamo cavalcare la terminologia di moda) non solo spending, ma anche pricing review. E’ questo l’approfondimento che ho proposto in commissione e che insieme abbiamo deciso di fare. 
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