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Elemosina da buttare

18 Settembre 2010 Costume

Ieri mattina sulla metropolitana di Roma un episodio che merita di essere raccontato. Salgo di corsa alla stazione Termini sull’ultimo vagone della linea B, e sono proprio in fondo al treno. Più avanti arriva nel vagone una donna che spiega ad alta voce i suoi guai e poi comincia a passare dai passeggeri chiedendo l’elemosina con un cestino ricavato da un giornale. Raccoglie un po’ di spicci e arriva in fondo alla carrozza, dove fra gli altri ci sono anch’io. Si guarda intorno, capisce che il treno lì finisce, guarda gli spicci nel suo cestino improvvisato, e appena il treno si ferma e si aprono le porte si affaccia fuori, svuota il contenuto del cestino sui binari e si allontana. Facce sgomente fra i passeggeri che hanno assistito alla scena, in particolare di coloro che le avevano dato qualcosa.

Confesso di non essere incline a dare l’elemosina per strada. A volte lo faccio, ma in generale trovo più giusto sostenere le associazioni che aiutano gli ultimi: sono risorse spese meglio, e si evita di dare spazio a storie di ricatti o di veri e propri racket che a volte stanno dietro a chi mendica. Che dire poi delle leggende metropolitane che ci raccontano delle ricchezze di alcuni noti mendicanti bolognesi? E poi ci sono alcuni episodi che mi hanno fatto riflettere.

La Mercedes che si ferma all’angolo della strada, escono due donne che si tolgono le scarpe e le rimettono in macchina, girano l’angolo e cominciano a chiedere l’elemosina. La zingara che ferma me e un amico insistendo per avere qualcosa: io non le do nulla e lei manco mi considera; il mio amico invece apre il portafoglio e le porge mille lire, ma lei vede altre banconote e le vuole, e siccome lui non gliele dà lei gli urla una sfilza impressionante di maledizioni, poveretto.

E ora ci aggiungo anche la mendicante romana che dopo aver fatto il giro, svuota le offerte sui binari e se ne va. Ciliegina sulla torta, la tipa viene intercettata sul marciapiede da un controllore dell’Atac (o meglio, era una guardia giurata alla Rambo, ma sulla spalla aveva un fazzoletto giallo dell’Atac) che le chiede il biglietto. Lei glielo mostra, tutto in regola, può andare.

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