Fra polpi, frittate e giustizialismo giacobino

foto da flickr di tinybanquet

Felicitazioni a Medicina (BO) per la frittata di cipolla più lunga del mondo, realizzata domenica scorsa con tanto di notaio per la registrazione nel Guiness dei primati. Questo senza nulla togliere ai cittadini di Canino (VT), che in aprile hanno festeggiato la frittata di asparagi più grande del mondo. Come si vede, c’è ancora spazio per chi volesse cimentarsi ad esempio con la frittata di zucchine più larga del mondo, e via di questo passo. Povere pro-loco, costrette ad inventarsi cose da matti per cercare di ritagliarsi un po’ di spazio sui media.

Questo livello di sensazionalismo dev’essere una malattia globale, se è vero che il polpo Paul gode in questi giorni di grande popolarità nei cinque continenti. Ma in Italia la malattia è particolarmente acuta. Con un governo che ha ormai polverizzato tutti i record interplanetari in quanto ad inquisiti, per superare la realtà ormai grottesca occorrono armi di distrazione di massa di proporzionale devastante idiozia. E basta leggere i giornali o guardare un tg per capire che da questo punto di vista non ci facciamo mancare nulla.

Ma nonostante un livello di apatia complessiva dell’opinione pubblica paragonabile forse solo ai periodi più bui del ventennio, Berlusconi oggi riesce a parlare di clima giustizialista e giacobino. Chissà di cosa ha paura? Forse della richiesta che a pagare siano i colpevoli e non gli innocenti? Che il merito sia premiato e non vilipeso? Che i farabutti vengano messi nelle condizioni di non nuocere? Se è questo, allora è esattamente il clima di cui avrebbe bisogno la politica (tutta) e l’Italia. Sarebbero proprio queste le uova da rompere, la frittata di cui ci sarebbe tanto bisogno…

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Costume, Politica nazionale, Riflessioni

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